provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

06 ottobre, 2009

MRS/Il gioco: Giocare e recitare, tenersi stretta la propria identita' nelle infernali carceri italiane

di Virginia Fiume
pubblicato sulla rivista online Mondo Rosa Shokking


In inglese esiste una sola parola per indicare due verbi: "giocare" e "recitare". La coincidenza mi ha sempre affascinata. Spesso col gioco si costruiscono identità altre, i bambini sono in grado di inventare mirabolanti avventure che obbediscono alla semplice regola "facciamo che tu eri... e io ero...". E cos'è il teatro se non una declinazione più complessa di questa regola, una costruzione di identità, un'invenzione liberatoria.

Il 24 ottobre la Cooperativa Estia ha presentato i materiali preparatori de "Il diritto e il rovescio", adattamento teatrale degli scritti giovanili di Albert Camus, in occasione della Festa del Teatro in una location d'eccezione: la sala teatrale della casa di reclusione di Bollate. Un pubblico di sessanta persone ha assistito, appollaiato sulle gradinate in legno nel cuore del carcere, al lavoro di recitazione presentato dalla compagnia di attori, liberi e detenuti, coordinati dalla regista Michelina Capato Sartore. Dialoghi, monologhi, danze si sono susseguite in un'atmosfera irreale e intensa.
Il gruppo fa parte dei 910 detenuti di Bollate, il carcere definito un "modello" in tutti gli studi e le indagini sul sistema carcerario italiano. Si tratta dell'unico carcere in Italia non sovraffollato (la capienza massima è di 940 posti per i detenuti) e dove la Direttrice, Lucia Castellano, cerca di applicare la legge, con l'obiettivo di dare piena attuazione all'articolo 27 della Costituzione Italiana: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato."
Il laboratorio teatrale della cooperativa Estia è parte di questo progetto di applicazione della legge e di rieducazione dei detenuti, insieme alle 5 cooperative che operano nel carcere, e alle iniziative culturali, lavorative e sociali che vengono proposte ai detenuti con l'intento, dichiarato più volte dalla stessa direttrice, di proporre un "servizio pubblico per le persone private della libertà".

Come più volte hanno dichiarato gli addetti ai lavori, uno su tutti il garante dei detenuti della provincia di Milano Guido Bertazzini, la situazione delle carceri in Italia supera i livelli di tollerabilità, raggiungendo limiti che rendono il nostro Paese colpevole di violazioni dei diritti umani anche secondo le Nazioni Unite e la Corte europea di Giustizia di Strasburgo.

I dati più recenti risalgono all'agosto di quest'anno quando, per iniziativa dei Radicali Italiani, è stata organizzato il Ferragosto in Carcere: una visita ispettiva senza precedenti che ha rivelato la situazione più drammatica dal 1946 ad oggi. 167 tra Deputati, Senatori, Consiglieri Regionali e Garanti dei Detenuti si sono recati in 186 degli Istituti Penitenziari italiani per verificare le condizioni in cui vivono i 63.000 detenuti. A tutti gli Istituti è stato sottoposto un questionario per verificare numeri, dati e condizioni di vita della popolazione che ruota intorno al carcere: detenuti, polizia penitenziaria, magistrati di sorveglianza, educatori, psicologi e personale amministrativo. Si parla di persone e non numeri, ma occorre ricordare che gli spazi in cui queste persone vivono sarebbero strutturati per contenere 41.341 detenuti. Ci sono carceri dove in celle che prevederebbero 6 persone ne sono ammassate 11, dove le brande sono piazzate davanti alle finestre, dove materassi in gommapiuma vengono stesi notte tempo nelle sale d'attesa. Secondo il giornale Ristretti Orizzonti sono stati, fino all'agosto 2009, 126 i decessi in carcere, di cui 48 per suicidio.

Di recente il Governo ha proposto un piano per le carceri, che prevede un aumento di 17.000 posti entro il 2012, ma la maggior parte degli addetti ai lavori non è convinta che sia questa la soluzione a una decennale emergenza: con i trend attuali, di 880 nuovi ingressi mensili in carcere e con una carenza di 5.000 agenti di polizia penitenziaria e oltre 500 educatori, sarebbe impossibile garantire adeguati servizi alle nuove carceri. E ovviamente mancano i finanziamenti per una macchina carceraria che già nelle condizioni attuali costa circa 3 miliardi di euro all'anno. Quello che chiede chi lavora nel settore sono riforme: depenalizzazione di certi reati e decarcerizzazione con lo sviluppo di pene alternative. I dati dello stesso ministero mostrano che la "recidiva", cioè la percentuale di chi torna a delinquere, è del 68 % tra chi sconta l'intera pena in carcere e del 19 % tra chi ha la possibilità di usufruire di pene alternative.

Non penso a tutti questi dati mentre gli attori di Bollate portano in scena le parole di Camus, ma vedo solo uomini che come bambini giocano a "facciamo che io ero...tu eri..." Penso che loro sono fortunati ad avere spazi, letti, proposte culturali.

Esco dal carcere mentre loro restano dentro, sorridenti per aver condiviso una sera con noi "liberi". Guardo il muro alto almeno 6 metri che circonda gli edifici dove ci sono i reparti. Penso a quanti altri muri in Italia racchiudono "accatastamenti di corpi umani", come dichiarato in una relazione del Sindacato Autonomi di Polizia Penitenziara quest'estate, durante l'emergenza caldo. Ripetendomi dati, numeri, infrazioni alla nostra Costituzione e alle dichiarazioni dei diritti umani, mi rendo conto che anche il carcere è ricettacolo di illegalità. E mi torna in mente Marco Pannella che durante l'ultima campagna elettorale per le elezioni europee a Ballaro' citava Voltaire: "Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione".


Per un approfondimento sulla situazione carceraria italiane

La situazione nelle carceri italiane, il dossier
http://www.radioradicale.it/le-proteste-nelle-carceri-italiane-le-dichiarazioni-di-perduca-poretti-e-bernardini

Il Libro
"Diritti e castighi, storie di umanità cancellata in carcere"
di Lucia Castellano (direttrice della casa di reclusione di Bollate) e di Donatella Stasio (giornalista de Il sole 24 ore) ed. Il Saggiatore, 2008

Dibattito "Piu' carcere, piu' sicurezza?"
Incontro organizzato al Tribunale di Milano in occasione dell'uscita del libro
Con Luigi Ferrarella, giornalista del Corriere della Sera
Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano
Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale
Edmondo Bruti Liberati, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano
Luigi Pagano, Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Lombardia
Angelino Alfano, Ministro della Giustizia

Da Radio Radicale
http://www.radioradicale.it/scheda/283392/pi-carcere-pi-sicurezza

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