provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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04 febbraio, 2012

Bye bye poguemahoney, welcome virginiafiume.wordpress.com

Una notte di cinque anni fa, con un post intitolato Notturno, chiusi temporaneamente questo blog. Lo feci mentre ero protesa in uno slancio verso il futuro.

Poi accadde che la voglia di scrivere, di comunicare, di tenere traccia dei viaggi, dei pensieri e delle mie parole pubblicate da altri prese il sopravvento. E andai avanti. In quello che ho sempre chiamato "l'unico progetto della mia vita di cui mi sia presa cura con costanza".

Pougemahoney, adattamento della frase gaelica che vuol dire "baciami il culo", è stato il mio taccuino per 8 anni. Dalla vacanza studio in Irlanda del 2004, fino a quest'ultima stagione palermitana. Passando per Roma, la Palestina, Londra, viaggi, vacanze e lavoro.

Ho cercato le parole per una settimana, per raccontare come mi è venuto in mente di creare un nuovo blog, più snello graficamente, più adatto alla me di adesso, più serio.E poi ho ascoltato l'intervista di un blogger ben più famoso di me, Arturo Robertazzi, che in un'intervista al canale letteratura della Rai ha raccontato la sua storia di scrittore e blogger. Il passaggio da un blog "emotivo" a qualcosa di più professionale.

E le parole sono venute fuori così. D'ora in poi il mio blog sarà virginiafiume.wordpress.com.


Poguemahoney.blogspot.com resterà qui, memoria di un percorso.






20 gennaio, 2012

Editoria digitale e twitter


Oggi in edicola c'è Saturno, con un mio articolo. Sono felice e orgogliosa, ma i tagli redazionali non mi soddisfano mai. Ecco la versione estesa, un po' più articolata e complessa.

Il 16 gennaio gli appassionati di lettura digitale hanno assistito a un caso editoriale: un ebook è riuscito a distribuire 1000 copie in 14 ore. Il dato si ricava dal sito di Marco Giacomello- avvocato, blogger e coautore del libro La lettura digitale e il web- che ha raccontato come gli undici autori (riuniti nel collettivo Ledita) e la casa editrice Ledizioni abbiano deciso di promuovere il libro, uscito alla fine del 2011, attraverso una forma di pagamento social, "pay with a tweet". 

Il metodo è semplice: l'ebook, caricato sulla piattaforma paywithatweet.com, veniva distribuito alle persone interessate se queste pubblicavano sul loro account twitter la frase "La lettura digitale e il web: domani a 3,99 euro, oggi gratis se paghi con un tweet #librinnovando #ledita" e il link per scaricare il testo. Secondo alcuni dati ricavati da Giacomello attraverso TweetReach con 50 tweet la squadra di scrittori ha raggiunto 16.876 persone; dati parziali che offrono un'idea del fenomeno che ha spinto la distribuzione del libro. Un testo scorrevole che stimola una riflessione sul futuro dell'editoria, sia tra i lettori che tra gli addetti ai lavori, editori per primi. 

Gli undici blogger sono stati selezionati durante la preparazione del convegno #Librinnovando svoltosi a novembre. L'opera, un instant book, è divisa in due parti: la prima intitolata Libro digitale vs. Libro cartaceo, la seconda L'editoria digitale e la rete. Il percorso accompagna il lettore in un viaggio attraverso l'editoria digitale: chi sceglie questa modalità di lettura, come si intrecciano lettura digitale e lettura tradizionale, cosa devono fare gli editori per prendersi cura di una fetta di mercato costituita dai così detti lettori forti. 

I blogger hanno dimostrato notevole capacità di diffusione, gli editori farebbero bene ad ascoltarli. E forse qualcosa si è già mosso se uno dei twitter promozionali è stato ritwittato dall'account LibriMondadori a tutti i suoi 93.000 follower.

AAVV, La lettura digitale e il web, 2011, Ledizioni


Saturno- Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2012

13 gennaio, 2012

Non di solo commento vive il blog


Settimana scorsa è uscito un lavoro di ricerca che ho fatto per Saturno sui primi dodici anni dei blog letterari. Qui mi permetto di mettere la stesura originale. Il concetto è lo stesso, ma la linea di ragionamento mi piace di più. Mi è piaciuto lavorarci, profumava di chiostro della Statale di Milano. 

E nello stesso tempo, la limitatezza delle battute di un articolo mostra quanto siano necessari continui aggiornamenti, integrazioni, differenziazioni. E in questo solo internet può essere strumento di continuo aggiornamento. Nel seguente pezzo questi aggiornamenti sono stati segnalati così [*].

E internet permette anche una rappresentazione visiva del pezzo. Che sia uno spunto per vedere cosa succede in un frammento di blogosfera?



Wordle: Blogosferaletteraria?




Dai primi anni del 2000 i blog sono stati uno dei mezzi utilizzati da scrittori e critici per dare vita alla "critica militante" da anni teorizzata in ambito letterario. Qual è stata la loro parabola in questi anni e come interagiscono con i regni del commento veloce Facebook e Twitter?

Uno strumento per orientarsi è il sito ebuzzing per cui vale il principio del vecchio wikio: i blog si iscrivono al sito e un algoritmo elabora le classifiche dei più autorevoli. L'algoritmo tiene conto delle pagine viste da utenti unici e dei link esterni, compresi quelli derivati da Facebook e Twitter. Il fine è quello di creare un database per chi vuole investire in pubblicità, ma di fatto diventa una bussola per i naviganti.

Il primo blogger fu Giulio Mozzi, scrittore e consulente di Einaudi Stile Libero. Il 4 agosto del 2000 inaugurò il suo vibrisse. Nonostante il blog non appaia nella classifica ebuzzing Mozzi è tutt'ora molto seguito. Ne è una prova il fatto che dichiari di ricevere ogni anno 900 dattiloscritti di aspiranti scrittori. Per diversi anni ha partecipato al blog collettivo Nazione Indiana che, con Carmilla, rappresenta la storia dei blog letterari. Entrambi nati nel 2003, ancora si difendono nelle classifiche e nella reputazione. Secondo i dati di GoogleAdPlanner Nazione Indiana ha 11.000 visitatori unici al mese e Carmilla 9.000.
Carmilla, diretto dallo scrittore Valerio Evangelisti, si caratterizza per essere chiuso ai commenti dei lettori. Non usa facebook e twitter è solo una vetrina per condividere i propri contenuti. Spia dell'atteggiamento sono i numeri del profilo: 3 following e 2.863 follower.

Nazione Indiana ha pubblicato il suo primo post nel marzo del 2003, quando della redazione facevano parte scrittori militanti come Moresco e Scarpa. Fedele ai commentatori, il blog ha vissuto anni di grande successo: alcuni post arrivavano a totalizzare oltre il centinaio di commenti. Dopo un paio di anni la redazione si divise in due, proprio sulla questione dei rapporti con i lettori, spesso conflittuali. [*in un commento sul sito di Saturno è lo stesso Giulio Mozzi a ricordarmi di specificare che, in realtà, la questione dei commenti era una sotto-questione del più grande dibattito sulla "Restaurazione", sul futuro della cultura in Italia. Correva l'anno 2006]

I fuoriusciti (Antonio Moresco e Tiziano Scarpa in primis) crearono il sito Il Primo Amore, che forse per la scarsa interattività negli anni è scivolato al 28° posto della classifica ebuzzing. E' Scarpa stesso a spiegarci che i commenti e il sito non sono centrali nel loro progetto: "E' una questione di forze: noi abbiamo una rivista cartacea, organizziamo iniziative in carne e ossa come Cammina, Cammina, il viaggio tra Milano e Napoli svoltosi nell'anno del centenario dell'Unità d'Italia. Organizzare iniziative del genere richiede tempo". [in una mail Tiziano Scarpa, oltre a esprimermi la sua critica rispetto all'utilizzo delle classifiche come criterio di ricerca e valutazione. E mi spiega che il sito ha perso punti in classifica a causa di un cambio di server e il rinnovamento del sito, che ovviamente condiziona il posizionamento*]

Nazione Indiana invece negli anni si è trasformata in un progetto dell'associazione culturale Mauta, tra i cui nomi spiccano Gianni Biondillo, architetto giallista milanese, Helena Janeczek e Andrea Inglese. Il glorioso tempo del dibattito sembra essere finito e ora ci sono al massimo sei commenti per post. E nessuna attività dialogica né su facebook né su twitter.

A non avere alcun problema a interfacciarsi con i lettori sono Giap,la stanza dei bottoni di Wu Ming e la giornalista Loredana Lipperini, con Lipperatura ancora fedelmente ancorata alla piattaforma kataweb.

I Wu Ming nell'aprile del 2010 hanno deciso di integrare su Giap tutti i loro progetti web. Attivissimi su twitter con oltre 12.000 followers, hanno sul sito una media di 150 commenti per post. Recentemente hanno avviato una nuova politica su twitter: lo usano, ma tendono poi a spostare il dibattito sul blog, dove lo spazio permette ragionamenti più articolati. Una politica simile a quella di Loredana Lipperini, che inaugurò il suo blog il 25 novembre del 2004. E' stata lei a raccontarci alcune delle trasformazioni degli ultimi anni, in particolare in relazione ai social network: "Li vedo funzionare in sinergia. Twitter è fondamentale per tenersi informati su quello che interessa, ma come sostengono i Wu Ming si presta alla polemica. E' per questo che è importante tenere il filo del discorso nei commenti".

Per certi versi anche Satisfiction appartiene alla vecchia guardia dei blog letterari. Il progetto di Gian Paolo Serino ha un buon numero di lettori e 150 commenti in media per ogni post. Sebbene Serino tenga a sottolineare la centralità del blog, ormai Satisfiction si configura come un portale di più ampio respiro, con tanto di magazine freepress distribuito in tutte le Feltrinelli. Vince il premio creatività per i nomi delle rubriche, bastino come esempio: L'Ombroso, "ritratti fisiognomici dei protagonisti della cultura", Titani(c) che prende di mira gli scrittori sopravvalutati o Letture a 45 giri, dove i musicisti diventano critici letterari.

La rivelazione è Finzioni, nato nell'aprile del 2008. L'unico blog ad avere una sezione in inglese. Ai vertici della classifica di ebuzzing, Finzioni, è il progetto dei "non addetti ai lavori" come racconta Jacopo Cirillo, 29 anni, uno dei fondatori: "Siamo un progetto di lettura creativa, siamo e ci sentiamo tutti lettori ed è ai lettori che vogliamo parlare". E per parlare usano tutti gli strumenti a disposizione, soprattutto twitter su cui hanno oltre 10.000 followers. Sentendoli sembra di veder rivivere lo spirito dei bloggers delle origini: "l’importante è che i lettori parlino tra loro e abbiano luoghi e modi per farlo".

06 settembre, 2011

Londra è un mito

L'anno nuovo inizia a settembre.
Retaggio di infanzia o di adolescenza, contrasto alla irritante regolarità degli anni solari, curiosa anomanlia interiore.

Sta di fatto che per me progetti, idee e novità si assiepano da sempre a settembre. Quando viene voglia di appallottolare l'anno passato, estrarne il buono, infilarlo in uno zaino, cambiare le scarpe e ricominciare a camminare.

Come diceva il buon Gramsci- uno dei tre cattivi maestri di questo anno accademico- prima di iniziare qualunque sfida intellettuale, è necessario fare l'inventario di sè quando ci si trova al punto di partenza.

  • Emozionata: nel senso di 'piena di emozioni'
  • Curiosa: con la voglia di infilarmi nei vicoli della vita e scoprire misteriosi incontri di umanità, che elogiano il bello, che criticano il brutto, che espongono invenzioni
  • Stanca: di una vita rinchiusa tra paragrafi e word-counting
  • Innamorata: della vita, dell'amore, del mio amore
  • Trasformata: perchè il mese e mezzo in Palestina ha cambiato la me lì, la me qui, il mio vedere quello che si può fare e quello che non si deve pretendere di poter fare.

E il blog, fermo da un po', sentirà vivrà filtrerà nuovi inventari e nuove trasformazioni emotivo-culturali.
That's it.








05 luglio, 2011

La notte della rete

Tra poco, alle 17.30 italiane, inizia la Notte della Rete.

Sono in una terra separata dall'Italia solo dal Mediterraneo, in un pezzo di mondo dove tante rivoluzioni-idolatrate dai media- si sono propagate anche, non solo, attraverso internet.

E da qui cerco di dare il mio contributo per la lotta per la libertà di internet in Italia. Trasmettendo la diretta.



Online video chat by Ustream

Se qualcuno dei silenziosi che segue questo blog ritiene che la delibera Agcom sul diritto d'autore on line sia un pericolo per la libertà di informazione e di discussione in rete, beh, trasmettete anche voi. Qui il codice.

06 aprile, 2011

La differenza tra un blog e facebook...


...è che qui posso scrivere quante volte voglio 'ancora in biblioteca', e non dover pensare eccessivamente a cosa penserà chi legge quello che scrivo. E' il mio spazio, lo riempio quanto voglio io e di tutto quello che piace a me, interessa a me. E non mi devo preoccupare se quello che scrivo 'piace' o 'non piace' a qualcuno.

Certo, se uno passa e mi lascia un commento sono contenta. Se il commento è carino, meglio. Se mi provoca va bene lo stesso. E se mi offende, non importa, come uno si incazza si scazza. Certo, è comunque uno spazio pubblico, cerco di prendermene cura. Per non umiliarmi e per non offendere nessuno. Scegliere i contenuti del blog mi sembra come pescare i vestiti nell'armadio quando ci si va a fare una passeggiata. Non mi metto una minigonna e una cannottierina per andare a visitare gli affreschi di una chiesa. Forse dovrei, forse dovremmo tutti e il mondo sarebbe molto più rilassato, ma che bisogna fare: ogni luogo ha un suo codice di comportamento. E' divertente cercare di scardinare i confini di questi codici, ma è ancora più divertente avere spazi diversi dover comunicarsi in modo diverso.

Il mio status di oggi è 'ama la differenza tra un blog e facebook perchè il blog è complesso, mentre facebook è immediato'.

25 luglio, 2010

Se un giorno d'estate un blogger...

...noto, che per esperienza personale sai essere abbastanza famoso da essere riconosciuto qualche volta per strada, scrive un post dal titolo "Hanno paura di noi",

se quello stesso giorno d'estate scopri che il tuo brillante compagno di avventura politico-lavorativa da due anni anima un gruppo facebook con 34.615 iscritti e che quel gruppo si chiama Salva i blog,

Se in quegli stessi giorni d'estate gira online la faccia più buia del tanto contestato decreto intercettazioni, la faccia di cui nei giorni del dibattito più acceso si è parlato meno


Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici http://danielesensi.blogspot.com/
...

allora in quella stessa domenica d'estate i ricordi non possono non buttarti indietro di tre anni.

La mia tesina parlava di Nazione Indiana, un blog letterario nato in occasione del convegno "Scrivere sul fronte occidentale" del novembre del 2001- pochi mesi dopo l'ormai epocale "11 settembre".

Nazione Indiana ha cambiato forme, autori, stili e template. Ma resta sempre quello che avevo provato a definire "spazio letterario democratico".

Beh, con una legge come questa un tale, che ormai gode di una discreta fama, forse non avrebbe mai iniziato a scrivere. Quel tale si chiama Roberto Saviano e il suo thread su Nazione Indiana si intitolava "Scrivere sul fronte meridionale".



Sai quante richieste di rettifica?

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