provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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21 gennaio, 2012

Attenti al forcone

Carrefour, Piazza Marina, Palermo - 20/1/2012
[credits: Emma Perrotta]
Ieri al supermercato dove vado tutte le settimane a fare la spesa era finita l'acqua. Alle casse decine di persone aspettavano semi-pazienti il loro turno, con carrelli carichi di ogni prodotto possibile. Una mamma e una bambina erano riuscite ad accumulare, forse in sostituzione dell'acqua, quattro cartoni di succo di albicocca.

La carta fedeltà che da settimane non mi fa mai accumulare punti, ma regala i miei dati a qualche istituto demoscopico, non mi ha aiutata a procurarmi né dell'economico pollo né una buona scorta di spinaci surgelati. La quantità di pasta disponibile sugli scaffali era inversamente proporzionale al prezzo.

Aspettavo il mio turno e cercavo di portare la memoria a un tempo che personalmente non posso ricordare. Ho il ricordo del ricordo dei nonni. Parole sbiadite, che quando mi venivano raccontate mi sembravano ripetitive. Era forse il 1943 e c'erano gli sfollati. E c'era il mercato nero. Flashforward. Esco dal supermercato e dal parcheggio delle macchine spunta all'improvviso un uomo, quasi dal nulla: vuole vendermi dell'aglio. Poco più avanti ce n'è un altro, ai suoi piedi una cassa bella piena di mandarini.

Arrivano le 10.00 di sera. E' venerdì, solitamente via Roma sarebbe sovraffollata d'auto. E invece è deserta, come se fosse la mattina del 25 dicembre. I benzinai sono in sciopero, non si sa quando riapriranno. E allora quasi nessuno usa la macchina se non è indispensabile.

Tutto questi sono i risultati momentanei dell protesta Forza d'urto, promossa dall'autoproclamato Movimento dei forconi.



Per alcuni sono i veri rivoluzionari d'Italia, che hanno il coraggio di fare blocco e pungolare il potere, e protestare. Per altri sono una massa di arrabbiati che diventa terreno fertile per infiltrazioni mafiose e autoritarismo di destra. Nel mezzo stanno tutte le più svariate opinioni.

Io aspetto. Penso che anche se la protesta è contro i potenti sicuramente non colpisce loro: le loro pance resteranno piene, l'acqua dai loro rubinetti resterà sempre potabile. E le guerre tra poveri impazzano. Come i 18,000 del servizio civile, incazzati, che finiscono con perdere di vista il vero problema: i tagli dei fondi alla cooperazione e al servizio civile che sono in ballo da mesi, contrapposti all'acquisto degli F-35. Nel marasma generale l'immigrato che ha fatto ricorso per aver visto la sua candidatura rifiutata sembra diventare il centro del dibattito.

Non ha una logica questo post. Ancora una volta non ha delle risposte, perché questo è il tempo delle domande. O sicuramente, non è il tempo di farsi incastrare da chi ha risposte troppo facili.


19 dicembre, 2010

Coincidenze e ricorrenze



Quattro anni fa, giorno più giorno meno, ho partecipato per la prima volta a una manifestazione radicale. Mi sono messa un cartello al collo, e davanti a piazza del Duomo surgelata, con altri venti pazzi congelati ho raccolto firme per chiedere al Parlamento Italiano un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina.

Era un modo di sostenere la lotta di Piergiorgio Welby, malato di una sclerosi lateriale amiotrofica che lo stava paralizzando fino a soffocare. Questo gigante, qualche settimana prima, aveva lanciato il suo appello a Napolitano per chiedere una legge che riconoscesse il diritto all'eutanasia.

Qualche giorno dopo, il 20 dicembre, Piergiorgio Welby è morto. Con l'aiuto del medico anestesista Mario Riccio e con al suo fianco gli Eurodeputati Marco Pannella e Marco Cappato quel corpo immobile che aveva gridato la sua richiesta di Giustizia era libero. Un'azione di disobbedienza civile, volta a dimostrare l'assurdità del vuoto legislativo.

Grazie alla lotta del Radicale Welby e dei radicali il dibattito e il confronto erano sulle pagine di tutti i giornali, tra i discorsi delle persone. Si dice che qualcuno avverta ancora un brivido lungo la schiena quando rilegge le parole di Welby, o quelle di Mina, sul loro blog.

Ma il tempo di un funerale negato e la storia dell'eutanasia era tornata alla clandestinità: per media e agenda politica.

Era successo quello che in Italia succede spesso: di leggi che cambino la vita delle persone in meglio neanche l'ombra, solo- e di nascosto- tante norme e decisioni che la vita tendono a renderla più difficile.

In questi giorni il dibattito sull'eutanasia è transnazionale: un video vietato in Australia, una coppia inglese che mi ricorda straordinariamente Mina e Piero Welby.

I Radicali lo riportano al paese.

E nel frattempo l'Italia mediatica scansiona fotogramma per fotogramma le manifestazioni esplose nelle piazze il giorno in cui è stata votata la fiducia al Governo, e il sito di uno dei maggiori quotidiani italiani regala pezzi di puzzle del paese:



Senza parole. Con tanta nostalgia degli anni d'oro di Piero Welby. Che magari non c'è bisogno di eroi, ma sicuramente io ho bisogno di motivi di lotta.

18 novembre, 2010

Con Marcos per le vie del Messico


Stasera assaporo il mio distacco dall'Italia. Non solo il distacco fisico, ma anche quello mentale. E' un distacco benefico, che allontana dagli schemi in cui ci si rischia di irrigidire frequentando- alla fine- sempre le stesse persone, finendo col parlare gli stessi linguaggi, indossando gli stessi occhiali per guardare la realtà.

Poi arriva una sera londinese, in cui fa freddo per uscire, e in cui the internet è l'unica compagnia. Una di quelle sere in cui mi mi prendo il tempo per me, in compagnia di Calma e Pazienza.

E allora mentre cucino la pasta alla matriciana decido che appena me ne torno in camera cerco su youtube qualcosa sugli Zapatisti e sul Sub Comandante Marcos.

Nelle banalizzazioni di tutti i giorni mi immaginavo un "komunista", incappucciato per nascondersi dalle forze dell'ordine messicane. Insomma. per usare un termine che di questi tempi funziona un po' in tutte le stagioni...una specie di "terrorista".

Dopo un minimo di selezione, che più o meno corrisponde allo zapping che si farebbe con il telecomando, trovo finalmente le 5 parti di un documentario che sembra fare al caso mio: "L'altro Messico", scritto e diretto dalla giornalista Francesca Nava.

Spengo la luce, mi spalmo sulla sedia e mi lascio trasportare, seguendo "l'altra campagna": un viaggio per le strade del Messico, in contemporanea alla campagna elettorale delle elezioni presidenziali del 2006. Il Sub Comandante Marcos non chiedeva voti, non invitava ad unirsi al movimento zapatista, ma solo a pensare, riflettere



E cosi', in poco meno di un'ora, scopro che cosa significa il passamontagna, vedo in faccia lo scrittore Paco Ignacio Taibo II, mi ritrovo a pensare come la politica sia snaturata in tutti i posti del mondo e come la creatività possa essere l'unica soluzione per mettere insieme persone diverse.

Penso anche che, forse, in Italia non abbiamo ancora abbastanza fame per inventarci forme di lotta cosi' intense. Penso che sono ancora troppo poche le persone che avrebbero il coraggio di coprirsi il volto per rappresentare il silenzio a cui cerca di costringerci il potere.

08 novembre, 2010

Sunday London Calling- Rivoluzionari cattolici e pullmini elettronici

"Ma se ti dico che parto questa sera."
"A che ora?"
"Fra poco."
"E dove vai?"
"Vado ad abitare in un paese... che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!..."
"E come si chiama?"
"Si chiama il Paese dei Balocchi. Perché non vieni anche tu?"

Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, 1881


Cammini per le vie di Brick Lane. La serata sta per finire dopo birre e fuochi d'artificio. Per tre giorni Londra e l'Inghilterra, sono state illuminate dal ricordo di Guy Fawkes, o meglio, dalla memoria della fine che ha fatto. E nel delirio di leggende ti capita di trovarti a ballare musica techno house in un posto che non conosci.

Guy Fawkes era membro di un gruppo di cattolici che nel 1605 cercò di uccidere il re Giacomo I di Inghilterra, con un piano che è diventato noto come "la congiura delle polveri". Il 5 novembre, in occasione della visita del Re al Parlamento, i ribelli volevano far esplodere Westminster, con tutta l'aristocrazia riunita, per liberare i cattolici dall'oppressione cui li costringeva il sovrano scozzese.

La notte del 4 novembre Guy Fawkes, uno dei congiurati, venne arrestato. E a gennaio dell'anno successivo lui e i suoi compagni vennero condannati e giustiziati.

Da allora, in tutta l'Inghilterra e nelle ex colonie inglesi si celebra con dei falò la notte in cui la congiura è stata sventata . http://www.bonfirenight.net/bonfire.php

Si bruciano immagini di Guy Fawkes e a volte addirittura del papa, per celebrare la vittoria della monarchia inglese.

In questo scenario di festeggiamenti- di difficile comprensione per chi non è immerso da sempre nella storia e nella cultura inglese- capita che, finita la festa, ci si aggiri per le vie di Londra e ci si imbatta in due ragazze spagnole che ti sventolano sotto il naso un flyer: finiti i fuochi d'artificio e le celebrazioni bisogna tuffarsi in qualche club.

Le due ti indirizzano verso un pullmino bianco, a sedici posti. L'interno è buio, con luci verdi e musica tech-house che si propaga dalle casse. La direzione è sconosciuta, un posto vicino a Liverpool Street, dove a quanto pare si entra gratis.

E gratis è la parola chiave che spinge a salire, con la lattina di birra in una mano e una sigaretta nell'altra per scoprire un posto nuovo.

Il club non è niente di che. Ma tutto sembra irreale se pensi che ci sei finita per caso, salendo su una specie di diligenza del Paese dei Balocchi.

Un paese di cui, questa sera, non comprendi le feste e i rituali
, ma che regala avventure surreali. Tra rivoluzionari cattolici e versioni spagnole di Lucignolo.

Riuscendo, con i suoi riti pagani, a lavare via un po' di catto-morale.

20 ottobre, 2010

La legge della libertà





O profughi d'Italia a la ventura
si va senza rimpianti nè paura.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Dei miseri le turbe sollevando
fummo d'ogni nazione messi al bando.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Dovunque uno sfruttato si ribelli
noi troveremo schiere di fratelli.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Raminghi per le terre e per i mari
per un'Idea lasciamo i nostri cari.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Passiam di plebi varie tra i dolori
de la nazione umana precursori.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Ma torneranno Italia i tuoi proscritti
ad agitar la face dei diritti.

Nostra patria è il mondo intero
nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=102

06 luglio, 2010

L'Italia che mi piace

"Cos'è un'ordinanza di protezione civile? E' un atto amministrativo, monocratico, e ha una caratteristica che la distingue. E' l'unico atto amministrativo che può derogare le leggi. Quindi voi capite quale potere sia concentrato in queste ordinanze. Non ha limiti di spesa e non ha un controllo sulla spesa"

Manuele Bonaccorsi, autore del libro "Potere Assoluto- la protezione civile ai tempi di Bertolaso"
http://www.orvietosi.it/corsivo.php?id=1648&lim=0


Il suo intervento al Comitato di Radicali Italiani a L'Aquila:

22 gennaio, 2008

Senza perdere la tenerezza

"Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario."

Dalla lettera di Ernesto Che Guevara ai suoi figli.

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