provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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14 febbraio, 2011

Disegni a confronto- satira radicale

Sul fatto quotidiano Stefano Disegni oggi racconta i Radicali. Le proposte di dialogo di Pannella con l'innominabile destra di Berlusconi.

">Totem e Tabù

Ci si potrebbe offendere, si potrebbero cercare motivazioni e spiegazioni. I più arditi potrebbero pretendere addirittura di trovare una logica.

Io interpreto con un'altra vignetta di Disegni. Creata appositamente per i gadget radicali.

23 novembre, 2010

Io sono mia


Stasera una serie di coincidenze ha risvegliato la mia parte più femminista.

Serata al cinema Apollo a Piccadilly Circus. E' in scena il festival del cinema iraniano. Guardiamo tre cortometraggi. Uno di loro si chiama Rough Cut, di una giornalista e regista iraniana che scrive anche su Internazionale: Firouzeh Khosrovani. Parla dello strano destino dei manichini a Teheran. Di guardie della morale che vedono corpi femminili anche dove ci sono solo fili e delle mutilazioni che i commercianti devono fare per far sì che i manichini siano accettabili per la morale della Repubblica Islamica d'Iran.

E la mia parte femminista inizia ad arrampicarsi attraverso i fori neri che vengono lasciati da un apposito seghetto in corrispondenza di quello che era il seno di un manichino femminile.

Dopo un pomeriggio passato a leggere del femminismo nel mondo islamico e a interrogarmi su come colonizzatori e colonizzati si siano sempre sentiti autorizzati a combattere la loro battaglia sul corpo delle donne (Heideh Moghissi, Oriental sexuality: imagined and real" in Feminism and islamic fundamentalism- The limits of postmodern analysis, 1999)mi ritrovo a casa a guardare su facebook il video di Emma Bonino a Vieni via con me.


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c49ec686-0637-489b-887f-62baebd353fa.html#p=0

E' proprio il corpo delle donne il filo conduttore del suo discorso.

# Chissà se esiste davvero una nipote di Mubarak. Esiste però una signora Mubarak in prima linea contro le mutilazioni genitali femminili. E la signora Clio Napolitano e molte first-lady dell'Africa e del mondo hanno firmato un appello per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Non lo sapevate? Ora lo sapete.
# Nel 1993 la signora Lorena Bobbit evirò suo marito con un coltello. Ci fu molto scalpore per una singola mutilazione genitale maschile. Ma le donne che hanno subito mutilazioni genitali sono nel mondo circa 130 milioni. Ogni anno, 3 milioni di bambine.



Ed è l'immagine di una montagna di clitoridi tagliati, per privare le donne del piacere, a ricordarmi un libro meraviglioso. E le emozioni che mi aveva dato una vita fa:


"Dico vagina perchè voglio che la gente reagisca"
Eve Ensler, I monologhi della vagina



E come ogni tanto mi capita, mi sento fortunata quando riesco a lasciare che quel frammento di femminismo si arrampichi attraverso buchi neri, passi attraverso occhi commossi, fino a sfociare in un fiume di parole veloci su una tastiera.

22 luglio, 2010

Associazioni libere- 18 luglio 2010

Così, navigando su Facebook, nel giro di ricognizione del tempo libero.

trovo questa notizia:


Gaza/ Netanyahu denunciato in Spagna per crimini conto umanità


Due attivisti e un giornalista spagnoli presenteranno una denuncia contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per crimini contro l'umanità e tortura, in seguito alla loro detenzione illegale ed espulsione forzata dopo l'incursione contro la "Flottiglia della Pace" diretta a Gaza: è quanto riporta il quotidiano spagnolo El Pais.


Cerco di mettere insieme i ricordi confusi. Non ho gli strumenti tecnici per commentare il fatto che un paese possa denunciare il capo di stato di un altro paese per "crimini contro l'umanità".

Per quanto ne so io, per quanto posso immaginare, per le persone che conosco, immagino che in questo caso ci sarebbero persone che direbbero che farlo implicherebbe ledere il diritto alla sovranità che ciascuno Stato ha.

Altri potrebbero dire che è giusto che chi si rende conto di una situazione a suo parere negativa abbia il diritto di dichiararlo ad alta voce ed eventualmente sottoporlo al diritto della "magistratura competente". Un discorso valido sia a livello individuale che a livello "governativo"

Immagino.

Siccome non ho tanti strumenti giurdici navigo, con il metodo più semplice. Google.

Cerco "giurisdizioni internazionali, capi di stato, crimini contro l'umanità"

Finisco in siti vari e assortiti, per lo più con strumenti che raccolgono appunti on line.

Vado per parole chiave. Scopro concetti come "Statuto della Corte Penale Internazionale" e "principio di universalità".

Penso che devo prendermi il tempo per approfondire e andare alle fonti.

E poi mi viene in mente questa storia radicale in cui sono immersa. E mi impressiona, nonostante la sua strana magica follia. A volte leggera euforia.


http://www.radicali.it/view.php?id=140122



SE LE GUERRE NON HANNO UN GIUDICE
L'Unità - 18 luglio 2009
Undici anni fa nasceva il tribunale internazionale sui crimini di guerra. Oggi la posizione dell'Africa che non coopera rimette tutto in discussione

04 aprile, 2010

Disordinati pensieri politico-pasquali...



Pasqua. Eccoci. Il tempo finalmente si e' fermato. O cosi' sembra, guardando il cielo milanese che butta fuori acqua ininterrotamente da due giorni. Esattamente come succedeva il 20 febbraio. Come se non fossi mai partita.
Solo che nel frattempo e' successo di tutto. La campagna elettorale delirante.
Ricevo messaggini tipo "la prossima volta fate giocare anche gli avversari", con un riferimento all'esegesi berluscioniana del caos liste. Mentre io so che la verita' e' un'altra.

Ricevo anche messaggi di persone che ci credevano, che forse si erano illuse che per una volta gli abitanti di questo pazzo paese avrebbero votato come cittadini e non come sudditi.
E invece Emma Bonino ha quasi vinto nel Lazio. Che poi alla fine, come diceva un amico, "in politica o si vince o si perde, ed Emma ha perso".
E la Lista Bonino Pannella ha preso mazzate in tutta Italia.

Il Partito a cui ho scelto di dedicare tanto del mio impegno deve fare autocritica. Cosi dicono le persone piu' vicine ai radicali.
E io non so ancora dare un'interpretazione di quello che e' successo.
Quello che so e' che intorno a me ho visto persone che hanno fatto del loro meglio, letteralmente dato il massimo. Ma forse "fai quel che devi, accada quel che puo'"...beh, non ha potuto. O forse il "quel che devi" andava nella direzione sbagliata.

Bisogna guardare fuori, sforzarsi di conoscere altri perche' questi altri ti possano riconoscere come una risposta politica.
Questa e' l'unica analisi che mi viene in mente in questo momento. Mi rendo conto che si tratta di una risposta inadeguata. Ma io sono una persona che ci mette un po' a "elaborare il lutto". Ma a volte ci metto anche un po' a capire se una faccenda e' un lutto vero.

Ormai, se decidessi di mantenere la residenza a Milano, mi dovrei definire padana. E mi viene l'ansia solo all'idea.

Non sono delusa, sono attonita.

Pero' so che in questo mese e mezzo di vita romana la passione era tanta. E l'amore anche. E l'impegno e le energie.
Ma a lottare da soli ci si stanca. E si passa il proprio tempo a cercare risposte, idee, alternative.
E intanto tutto scorre. E il tempo certo non si ferma per noi.
Accarezzo i ricordi. Come al solito alla fine di un'avventura.

E vivo il limbo lacunoso di adrenalina che mi accompagna sempre tra una sfida e l'altra.

Ma sorrido. Anche se un insidioso calazio ha deciso di fare capolino in cima alla mia palpebra. Non tanto bello. Se ne andra' solo con l'ausilio di una pomatina.

E comunque, sono orgogliosa di ricordare le parole pronunciate da Emma Bonino il giorno successivo alla firma del decreto interpretativo...li' si potevano capire tante cose.

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09 febbraio, 2008

Sogno di una notte di mezzo inverno



«Potrei candidarmi a premier, vedremo. Di certo non vado in convento. In convento ci va Veltroni...».
http://www.emmabonino.it/news/6257



Non è ancora stata presa nessuna decisione. Probabilmente si tratta di una risposta a bruciapelo a una domanda a bruciapelo.
Ma accarezzare l'idea è un sogno.
Da godersi in questo sabato primaverile in cui Mercurio arriva di prepotenza.
Come dice la Eli: "porco diaz, se c'è una democrazia come fai a non votare una come Emma Bonino?"
Sento il profumo della notte che entra da una finestra di Trastevere.

05 novembre, 2007

CONCEPIRE CON AMORE

Non procreare bestialmente, solo per riempire il proprio ego del corpo dell'altro.
Tenere la rotta, sentire con consapevolezza, amare con dedizione.
Dedicare tempo, cure ed energie.
Saper aspettare quando c'è da aspettare e correre quando c'è da correre.
Essere uniti, diversi, unici.
Sapere di essere amati e saper amare.
La Politica come una persona da amare, fatta di individui forti e deboli, coraggiosi e non, istintivi o razionali.
La politica che sa che una firma vale come la parola.
La politica che è consapevole di tutto il valore di duecento euro. Con cui ci si regala la possibilità di continuare a credere agli ideali, alla politica del vissuto.
La possibilità di poter dire io c'ero.
La politica del non avere fretta.
Un partito fatto di persone che camminano a testa alta, qualunque siano state le scelte del passato. Perchè Nessuno Tocchi Caino vale anche tra di noi, tra di voi.
Un partito con delle competenze tecniche, teoriche, analitiche e propositive che pochi altri hanno. Commissioni che sanno elaborare proposta politica che avrebbe "solo" bisogno di altre 200.000 persone che ci credono, convinte, e votano e fanno aumentare quella massa critica che può concepire con amore altre idee, altre lotte, altre battaglie.
Concepire con amore.
Sono stata bombardata nonviolentemente per due giorni, dalla parole di tutti, dai diversi carisimi e personalità.
Ma ho capito l'errore dell'egocentrismo immaturo solo quando mi sono trovata faccia a faccia davanti a tutto il partito.
Lì ho amato troppo me stessa e troppo poco Rita, Maria Antonietta, Elisabetta, Emma, Marco, ma anche tutti gli altri. Anzi, forse soprattutto tutti gli altri. I silenziosi, chi fa sacrifici, chi investe tempo ed energie. Chi da la sua vita per tutto quello che anch'io vivo adesso.Una storia che inizia 50 anni fa e di cui noi non siamo che piccole gocce.
In un certo senso ho amato poco anche quelli della "lista", che non è la lista della lettera...che è stata superata.
E' stata superata con le azioni, con i fatti, con l'iniziativa politica territoriale e nazionale. E' stata superata "in nome della rosa", ma da Radicali.
Un bel nome, concepito con amore.
Bei nomi inseriti nella lista: i nomi di chi ha voglia di metterci non solo la faccia, ma anche il tempo e la forza. Chi ha voglia di dimostrare che il comitato non è lo spazio di contatto tra centro e periferia, ma uno spazio di elaborazione e proposta. Non una lista di ipocriti, nemici, ma di amici, forti e pragmatici.
La lista di persone, altre, che insieme alle "liste istituzionali", da venti, trent'anni si sbattono quotidianamente per il propagarsi dell'onda radicale. Che giocano, con forza, ma non in malafede. Solo per costuire proposte idee e dibattito.
Mancare di sensibilità nei confronti di chi sta a Roma e di chi in periferia è un insulto alla storia radicale, fatta di persone che hanno dato la vita, in tutti i sensi.
E' difficile prendersi delle responsabilità di questi tempi. La voglia di scappare prevale su tutto. In ogni ambito.
Io ho voglia di scappare per non prendermi responsabilità. Ma da se stessi non si può scappare.
Concepire con amore significa capire la differenza tra coraggio e incoscienza.
Tra lealtà e sincerità.
Saper riconoscere l'accoglienza. Saper dire grazie.

Concepire con amore significa anche saper ammettere quando si è fatto un passo troppo lungo. E quindi significa individuare la necessità di farne uno indietro.
Con umiltà.
Ritornare alle proprie cose con voglia di impegnarcisi giorno dopo giorno.
Anche se ci si sente stanchi e demotivati. Tutto può colorarsi di nuovo.
Le cose cambiano da un giorno con l'altro.
Si cresce da un giorno con l'altro.

A volte le scuse non servono, ma i grazie sì. Anche per amare un po' di più se stessi.


tutto qui è concepito con amore:

Radio Radicale, www.radioradicale.it
Partito Radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, www.radicalparty.org
Radicali Italiani,www.radicali.it
Non c'è pace senza giustizia,http://www.npwj.org/
Nessuno Tocchi Caino,http://www.nessunotocchicaino.it/
Associazione Coscioni,www.lucacoscioni.it
Associazione Radicale Esperanto,


Ogni singola associazione locale http://www.radioradicale.it/inchiesta-sulle-associazioni-radicali

ogni singolo militante, iscritto, persona.

11 settembre, 2007

biodegradabilità

Giorni di grandi scoperte e riscoperte.
Sto qui e cerco di capire che cosa vogliono dire i Radicali per me, che cosa vuol dire per me essere radicale.
Probailmente una sorta di stato dell'anima.
E so che qualcuno mi prenderebbe in giro per questa mia convinzione. Essere radicale significa credere che prima di tutto conta la libertà. Anche se la libertà può fare male.
Essere radicale vuol dire credere nella giustizia. Anche se l'esercizio della giustizia ha delle conseguenze che possono non piacere.
Essere radicale per me significa prendersi le proprie responsabilità. Anche se le responsabilità pesano.
Essere radicale significa essere grandi, anche se si è piccoli.
Significa essere ogni giorno se stessi, scegliere di mettere in discussione ogni scelta per trovare sempre la soluzione migliore. Non la più "economica", non la più facile. Semplicemente la migliore. Quella che ognuno nel suo intimo sa qual è.
Significa sapersi emozionare, non avere paura delle lacrime.

Oggi sono assetata di conoscenza. Ricomincio ad essere piena di energie.
Dopo aver guardato Roma dai tetti, il Colosseo da una decapottabile e me stessa da un altro punto di vista.

01 settembre, 2007

22 maggio, 2006

Articolo scelto dal sito ufficiale di Emma Bonino come news del giorno.....

EMMA BONINO UNA STACANOVISTA PER L'EUROPA

L'Opinione - 21 maggio 2006


di Virginia Fiume


Giacca verde brillante, pantaloni blu. Sorridente Emma Bonino campeggia di fianco al Presidente Napolitano nella foto del nuovo Governo Prodi. Non è stata una passeggiata arrivare fino a li. La Rosa nel pugno aveva proposto la Difesa. Senza se e senza ma, come riconoscimento per il valore politico della Rosa nella sfida elettorale, per dare un segnale forte nella battaglia per la nomina dei senatori, ma anche come riconoscimento al curriculum e all'esperienza della Bonino. La sfida era tra lei e Mastella, ricattatorio lui, con sulla testa il veto di Diliberto lei. E tra i due litiganti il terzo gode: Parisi Ministro della Difesa.
Anche il secondo gode, visto che Mastella ha ottenuto un prestigioso incarico come Ministro della Giustizia. E a Emma toccano le politiche comunitarie, e un portafoglio derivato dalla delega al commercio internazionale. Insomma, ad essere positivi un Ministero nuovo, il cui peso politico sarà tutto da inventare. Ma, si sa, la Bonino è abituata a inventarsi i ruoli. Come ha dichiarato in un'intervista a Repubblica: "Per me non è un battesimo istituzionale, per molti versi mi ricorda la designazione a commissario Ue. Quella era una delega politica fragile, poi e andata crescendo, l'ho costruita. Ora mi sento di nuovo in costruzione, a me tocca costruire, mi ci butterò con capacita e impegno: sono una stacanovista".
È evidente che il motivo per cui la Rosa nel Pugno non sta ottenendo i seggi per i suoi senatori è la nomea di bomba ad orologeria che si porta dietro. Sta di fatto che fin'ora la pattuglia radicale si muove con lealtà, anche se è stata diramata una piccola postilla: "confermiamo che contro i comportamenti omissivi o contro quelli attivamente volti a secondare interpretazioni opache ed illegali, ovunque si siano manifestati o si manifestino, ci batteremo con ogni mezzo, politico, giuridico e nonviolento, per sanare la ferita rappresentata dall'esclusione da Palazzo Madama di otto senatori regolarmente votati ed eletti dal popolo italiano".
Insomma. Atteggiamento leale nei confronti della coalizione, ma a patto di essere trattati con lealtà.
Nel frattempo la Bonino è già all'opera, tra giovedì e venerdì ha incontrato i suoi predecessori, La Malfa e Urso, per il passaggio di consegne. Non si scherza più. In bocca al lupo alla Bonino, e anche agli altri 5 ministri donne. Prodi non ha esattamente mantenuto la promessa delle pari opportunità. Ma l'importante è non arrendersi e sfruttare queste occasioni per far vedere quanto si può fare anche con poco.
In attesa di un'altra occasione.

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