provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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16 novembre, 2011

Perché non credo ai messia

Non sono un'esperta di teorie e complotti. Non ho ancora trovato il tempo e probabilmente non ho le risorse intellettuali per leggere uno dei più recenti articoli di Paolo Barnard sul "Governo dei banchieri.

Però so che ho fatto delle ricerche su uno dei nuovi ministri dell'osannato Monti, pescando nel mucchio.

Il prescelto è stato il professor Piero Giarda, neo-ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Sul sito del Sole scopro che:


E' stato Presidente della Commissione Tecnica per la Spesa pubblica presso il Ministero del Tesoro dal 1986 al 1995


Ripesco nella memoria alcune nozioni sul debito pubblico, una delle cause della tragedia che incombe sull'Italia in questo periodo, una delle cause della fine del Governo Berlusconi e dell'inizio dell'era Monti che tutti acclamano. Il ricordo arriva: sono stati gli anni '80 il momento di maggior picco.

Trovo una conferma ai miei ricordi sul sito Linkiesta....



Beh, io a Messia non ci ho mai creduto e non me ne intendo di economia. Ma confermo che questo Governo Monti non mi sembra un gran cambiamento. E che forse il sistema da rimettere in discussione è un tantino più grande.


08 giugno, 2011

Facce di bronzo

Oggi sulla home page dei maggiori quotidiani italiani si commenta lo spot della Regione Calabria per promuovere il turismo, parte di una campagna del valore di 2,5 milioni di euro.



Dalle pagine del Corriere di questa mattina si leva la voce di un Gian Antonio Stella che, probabilmente grazie al successo milionario de La Casta, pensa di potersi ergere a castigatore di qualunque uso e costume italiano.

A inquietare il 'giornalista' e' soprattutto la nudita' dei Bronzi di Riace, considerata volgare e danneggiatrice dell'immagine della Regione anche da alcune autorevoli voci locali citate dallo stesso Stella.

Invece che valorizzare la creativita' della campagna e il tentativo di promuovere la bellezza di una terra poco conosciuta in modo originale, i commentatori nostrani preferiscono elargire patenti di immoralita'. In un paese in cui si tendono a non considerare immorali nemmeno le mignotte in Parlamento. O alcuni esempi di televisione.

E' curioso, inoltre, confrontare il modo in cui l'opinione di Repubblica sulla campagna sia cambiata nel giro di dieci giorni. Un ribaltone che conferma quello che penso da tempo: Repubblica segue il Corriere nella scelta delle notizie, arrivando spesso a superarne il proverbiale moralismo.

Il 29 maggio si parlava solo di un curioso spot.

Ma oggi, alla luce dell'attacco di Stella, non si puo' che contribuire al 'mare di polemiche'.

Ad avere soldi e tempo, sarebbe da organizzare subito i pullman per la Calabria. Alla faccia di Stella e del settentrionale Sgarbi.

13 novembre, 2010

Etichette manette


Sto leggendo Orientalismo, pubblicato da Edward Said nel 1978.

Una critica all'Orientalismo
, la disciplina che ha creato- dalla fine del XIX secolo- il concetto di Oriente, un monolite abitato da masse irrazionali e barbare, da contrapporre a noi, al "nostro" Occidente, libero e razionale.

E' interessante, si può condividere tutto, solo una parte, alcuni elementi, ma sicuramente non mi lascia indifferente. Ogni riga che leggo mi costringe a pensare a tutte le volte che ho detto "I Francesi", "I Romani"...creando blocchi che servono solo a rassicurare la mia testa. Ma che non rappresentano la realtà.

"La mia idea scrivendo Orientalismo era quella di usare la critica e l'analisi umanista. Volevo rimpiazzare le esplosioni polemiche e le furie irrazionali che ci imprigionano in etichette e dibattiti tra posizioni antagoniste, il cui unico obiettivo è bloccarci in belligeranti identità collettive, piuttosto che provare a comprendere e creare uno scambio intellettuale. Ho provato a chiamare questo mio tentativo "umanismo", una parola che continuo testardamente a usare nonostante lo sprezzante rifiuto del termine da parte dei sofisticati critici post-moderni. Con il termine io intendo prima di tutto il tentativo di sbarazzarsi delle "manette forgiate dalla mente" di cui parlava William Blake, in modo da usare la mente in modo storico e razionale, con lo scopo di una riflessione che porti alla comprensione e a una genuina apertura. Inoltre, l'umanesimo è sostenuto da un senso di appartenenza a una comunità, con altri interpreti, altre società, altri periodi. Parlando in senso stretto, non esiste un umanista isolato."


My idea in Orientalism is to use humanistic critique to open up the field of struggle to introduce a longer sequence of thought and analysis to replace the short busrts of polemical, thought- stopping fury that so imprison us in labels and antagonist debate whose goal is a belligerant collective identity rather than understanding and intellectual exchange. I have called what I try to do "HUMANISM", a word I continue to use stubbornly despite the scornful dismissal of the term by sophisticated post- modern critics. By humanism I mean first of all attempting to dissolve Blake's mind forged manacles so as to be able to use one's mind historically and rationally for the purposes of reflective understanding and genuine disclosure. Moreover, humanism is sustained by a sense of community with other interpreters and other societies and periods: strictly speaking therefore, there is no such thing as an isolated humanist


Prefazione all'edizione del 2003 di Orientalismo.

16 ottobre, 2010

Le suole delle scarpe


Poche parole, per ricordare l'anniversario della morte di Antonio Russo, uno dei migliori giornalisti italiani. Quelli veri, che si consumano l'anima, le lacrime e il cuore per la loro onestà intellettuale.



http://www.radioradicale.it/antonio-russo-la-sua-storia-a-10-anni-dallomicidio-0

E il video di Tvradicale

06 giugno, 2010

Chi l'avrebbe mai detto che sarei stata d'accordo con il Papa

..non tanto in quanto capo della Chiesa ma in quanto capo di stato qual è.

che ribadisce come l'occupazione israeliana sia "un'ingiustizia politica imposta ai palestinesi", che nessun cristiano può giustificare con pretese teologiche, come fanno alcuni movimenti neo-evangelici sionisti.
L'unità, 6 giugno 2010

Tra l'altro credo che Ratzinger sia l'unico capo di stato che nella storia recente abbia visitato un campo profughi nei Territori Palestinesi Occupati.
Ecco una foto della visita del 16 maggio 2009.



Certo che è strano andare d'accordo con gli avversari. E soprattutto, cosa faranno adesso i cattoliconi politicanti italiani sempre pronti a mettere in pratica quello che dice il loro leader religioso?

17 gennaio, 2008

pillola di verità

"Schivare il concreto è uno dei fenomeni più inquietanti della storia dello spirito umano"


Frase letta durante i lavori della Conferenza Latina sulla Riduzione del Danno.
Non sono riuscita a individuare l'autore.

17 novembre, 2007

stop. pensieri.

L'ambizione non è che una semplice vanità passata di grado.
Jerome Klapka Jerome

La politica migliore è l'onestà.
Charles Spungeon

Leale: che obbedisce alle leggi dell'onore e della probità e quindi mantenitore delle promesse, incapace di inganno, schietto e sincero
http://www.etimo.it/?term=leale

05 ottobre, 2007

what a wonderful world

Ci sono le coincidenze e le occasioni, i tempi e i fatti, le lotte e i colori. E poi le idee.
Ogni singola idea è tempo ed energie. Fatti della vita che si avvicendano uno dietro l'altro. Non si fa in tempo a prendere una boccata d'aria che c'è sempre qualcosa di nuovo che attrae irresistibilmente. Con un ordine a volte caotico a volte perfetto.
Accadono cose impressionanti. Che si costruiscono nel tempo e poi esplodono all'improvviso, quasi quando meno te lo aspetti. E fanno mischiare risate e lacrime.
C'è il rock che mi allegerisce dallo stress.
Ci sono le cose che imparo ogni giorno.
C'è un ricordo che fa capolino nella tempesta di questi giorni: una casetta sulla spiaggia di Tofino, oceano Pacifico. Pioggia e sorrisi bagnati.

17 giugno, 2007

SONO INCAZZATA NERA

Colonne di San Lorenzo chiuse da due settimane dalle 19 alle 7.

Piazza chiusa perché il Comune ha deciso di mettere fine al degrado. Invece che educare la gente al rispetto dei luoghi e delle regole è molto più facile transennare tutto, togliere la libertà di viversi la città.

Le Colonne, uno dei pochi posti della città aperti, liberi, internazionali.

Non è un dramma in sé la chiusura, è una questione di principio. Per dirla con uno slogan “La repressione non elimina il degrado”, lo sposta solo di cento metri.

Provvedimenti gravi, che colpiscono tutti invece che chi commette i reati. E mentre nei locali di tutta la città i nasi continuano a impolverarsi, mentre fuori dalle discoteche la gente si picchia come se niente fosse il principale luogo di aggregazione viene chiuso.

Viviamo in una città con i parchi circondati da cancellate, con locali dove bere una birra costa cifre spropositate, dove i vigili hanno paura di sgridare i ragazzi perché “non ci rispettano”.

Mentre l’opposizione non faceva niente per fermare l’ordinanza, per suggerire soluzioni alternative alla chiusura totale noi Radicali ci siamo messi al tavolo.

Un volantino


LA REPRESSIONE NON ELIMINA IL DEGRADO

L’ordinanza del Sindaco di Milano che impone le transenne in questa piazza è l’ennesima dimostrazione dei modi autoritari e repressivi che quest’amministrazione sta infliggendo alla cittadinanza.

Dimostriamo ai nostri governanti che non è con i metodi repressivi che si ottiene il rispetto dei luoghi, delle persone e delle regole.

Noi preferiamo pensare che è con la responsabilità personale e con la sensibilizzazione che si possono ottenere conquiste di civiltà.

I Radicali intendono proporre all’Amministrazione Comunale:

- un rafforzamento del servizio di mezzi pubblici negli orari notturni. Per evitare l’ammassamento dei veicoli e le corse ai parcheggi (spesso abusivi)

- l’investimento di parte dei fondi comunali per la creazione di cassonetti idonei alla raccolta differenziata dei rifiuti (vetro, plastica. Alluminio)

- l’eliminazione di cancelli, transenne e altre infrastrutture che non solo non servono a eliminare i fenomeni criminali, ma altresì sono proprio la causa dell’alta concentrazione di persone che origina il degrado. Il problema degli schiamazzi può essere risolto solo garantendo più libertà di accesso agli spazi aperti (soprattutto nella stagione estiva)

- l’azione delle forze dell’ordine volta a non creare uno “stato di polizia” permanente, ma per garantire sia la tutela del patrimonio artistico e architettonico sia per inibire l’azione di chi concretamente produce un danno in questo senso alla collettività, come da normativa vigente.

Queste sono alcune delle idee possibilmente praticabili per migliorare la convivenza nella nostra città nel rispetto della legalità pur impegnandoci a cambiare queste regole proibizioniste.

SE VUOI METTERTI IN GIOCO

IMBOTTIGLIA LE TUE PROPOSTE!

150 foglietti imbucati solo la prima sera. Foto sui giornali. Gente esaltata dalla nostra presenza. Cinque ore di tavolo venerdì.

Ci preparavamo alla seconda serata, come da comunicato stampa ieri pomeriggio, quando mi telefona Pier Maran, giovane consigliere comunale dei DS. Ci vuole coinvolgere in una raccolta firme “senza simboli” dice lui.

Si rende conto che hanno toppato il contatto con la piazza, che non hanno fatto niente di concreto fino a quel momento per entrare in contatto con le persone, per risolvere il problema. Non mi dice queste cose, ma è evidente.

E quando ci sono da raccogliere delle firme a chi chiedi aiuto se non ai radicali che hanno già un loro tavolino, che sono sulla piazza prima di te, che stanno raccogliendo quello che pensa la gente…

Ci troviamo alle 21.30, noi col tavolo loro con le cartellette rosse in cui inserire i fogli con le firme. C’è Maran e c’è Pierfrancesco Majorino, il segretario provinciale dei DS, o qualcosa del genere. Due pezzi grossi, due consiglieri comunali che se scendono in piazza fanno ovviamente muovere la Rai e i fotografi.

A mezzanotte loro ci raggiungono al nostro affollatissimo tavolo. La gente si ferma, firma, scrive il suo messaggio alla Moratti, qualcuno prende i nostri volantini e si mette a distribuirli, qualcuno ci dice che ha votato i radicali…

Ci si mette a chiacchierare. Loro in 7 hanno raccolto 150 firme, noi 180 in 3.

Consegno i fogli. Prima scelta da allocca.

Casco nella trappola dei loro sorrisi.

Se ne vanno.

Noi siamo troppo presi. Andiamo avanti a raccogliere firme fino all’una e mezza. Altre 60.

E sono tante. Ve lo garantisco.

Finisce la serata. Riportiamo il materiale in sede.

Torno alle Colonne per bermi finalmente una meritata birra con i miei amici. Con i piedi che fanno male dopo essere stata in piedi per ore.

Sono le due e mezza quando è già uscito Epolis. Prima pagina:

SAN LORENZO VA ALL’ATTACCO

FIRME E SIT IN ANTI TRANSENNE

Petizione e raccolta di firme dei giovani dell’Ulivo

Articolo di una pagina.

A me che faccio parte dell’Ulivo non me l’ha mai detto nessuno.

Nemmeno i 220 che si sono fermati al tavolo dei radicali a firmare.

[“Abbiamo attivato una raccolta di firme che coinvolga il maggior numero di persone possibile”, spiega il consigliere comunale dell’Ulivo Maran, che ieri sera insieme con il collega Pier Francesco Majorino, ha invitato chiunque passasse in Colonne a firmare l’appello]

E’ vero, io avrei dovuto mandare un comunicato stampa. Non l’ho fatto ieri pomeriggio perché con Francesco e Giovanni stavamo fotocopiando volantini, leggendo tutto quello che ci hanno scritto i cittadini, ricopiandolo in un file per farne un libretto di Stampa Alternativa.

Preparando i moduli per la moratoria della pena di morte, perché se qualcuno se lo fosse dimenticato, Marco Pannella è ancora in sciopero della fame e della sete.

So che in politica nessuno ti dice grazie. L’ho imparato ancora meglio ieri.

Ma la correttezza e l’onestà, intellettuale e non solo, sono fondamentali per cambiare il paese.

E il paese non sarà dai giornalisti che invece che scendere per strada scrivono articoli dalle poltrone delle redazioni leggendo Ansa e Comunicati stampa.

sono un’idealista incazzata oggi.

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