provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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03 febbraio, 2011

Alcune riserve sui confini

L'altro migliore remedio è mandare colonie in uno o in duo luoghi che sieno quasi compedi di quello stato; perché è necessario o fare questo o tenervi assai gente d'arme e fanti. Nelle colonie non si spende molto; e sanza sua spesa, o poca, ve le manda e tiene; e solamente offende coloro a chi toglie e' campi e le case, per darle a' nuovi abitatori, che sono una minima parte di quello stato; e quelli ch'elli offende, rimanendo dispersi e poveri, non li possono mai nuocere; e tutti li altri rimangono da uno canto inoffesi, e per questo doverrebbono quietarsi, dall'altro paurosi di non errare, per timore che non intervenissi a loro come a quelli che sono stati spogliati. Concludo che queste colonie non costono, sono più fedeli, etoffendono meno; e li offesi non possono nuocere sendo poveri e dispersi, come è detto. (Niccolò Machiavelli- cap. III, Il Principe- 1513)


Da quando sono stata in Israele-Palestina un'analaogia ha iniziato a martellarmi la testa.

Tutto è iniziato quando mi sono ricordata le immagini televisive degli scontri tra coloni americani e tribù di 'pellerossa' nei film western. Le terre in cui arrivavano i coloni non erano cosi disabitate se per quelle terre si spargeva sangue.



Nello stesso modo, come ho già scritto su questo blog nemmeno le terre palestinesi erano cosi disabitate, tanto che all'interno dei confini di Israele ci sono ancora tracce di villaggi palestinesi- nonostante tutti i tentativi di cancellarle.



Ma la cosa interessante è il destino riservato alle popolazioni native delle due regioni.

Questa è la mappa delle 'riserve indiane'




E questa è la mappa che mostra l' 'evoluzione' delle terre nell'ex mandato britannico della Palestina, dopo risoluzioni ONU, guerre e "accordi di pace". Le parti in verde sono quelle amministrate più o meno direttamente dall'Autorità Nazionale palestinese.



I confini delle aree, cosi come quelli delle riserve indiane, sono controllati. E il risultato, in entrambi i casi, è uno spezzettamento di cui Machiavelli sarebbe probabilmente orgoglioso.

Cercando di placare il martello nella testa ho scoperto che in rete anche altri hanno sviluppato questa analogia.

Il destino comune dei 'pellerossa' e dei 'palestinesi' è beffardo e ingiusto.

Si tratta di popoli che hanno visto la loro cultura e le loro tradizioni minacciate, se non addirittura negate, per favorire la migrazione di altri popoli verso 'nuove frontiere'. L'immigrazione di altri non sarebbe un problema: ogni terra può essere la casa di chiunque.

Quello che rende il tutto, a mio parere, ingiusto, è che chi su quelle terre ci abitava sia stato costretto a distruzioni e deportazioni di massa, in zone lontane da casa, in spazi circondati da confini stabiliti da altri, in veri e propri ghetti.


E pensandola cosi capisco un po' di più il senso della lotta per la giustizia.

22 luglio, 2010

Associazioni libere- 18 luglio 2010

Così, navigando su Facebook, nel giro di ricognizione del tempo libero.

trovo questa notizia:


Gaza/ Netanyahu denunciato in Spagna per crimini conto umanità


Due attivisti e un giornalista spagnoli presenteranno una denuncia contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per crimini contro l'umanità e tortura, in seguito alla loro detenzione illegale ed espulsione forzata dopo l'incursione contro la "Flottiglia della Pace" diretta a Gaza: è quanto riporta il quotidiano spagnolo El Pais.


Cerco di mettere insieme i ricordi confusi. Non ho gli strumenti tecnici per commentare il fatto che un paese possa denunciare il capo di stato di un altro paese per "crimini contro l'umanità".

Per quanto ne so io, per quanto posso immaginare, per le persone che conosco, immagino che in questo caso ci sarebbero persone che direbbero che farlo implicherebbe ledere il diritto alla sovranità che ciascuno Stato ha.

Altri potrebbero dire che è giusto che chi si rende conto di una situazione a suo parere negativa abbia il diritto di dichiararlo ad alta voce ed eventualmente sottoporlo al diritto della "magistratura competente". Un discorso valido sia a livello individuale che a livello "governativo"

Immagino.

Siccome non ho tanti strumenti giurdici navigo, con il metodo più semplice. Google.

Cerco "giurisdizioni internazionali, capi di stato, crimini contro l'umanità"

Finisco in siti vari e assortiti, per lo più con strumenti che raccolgono appunti on line.

Vado per parole chiave. Scopro concetti come "Statuto della Corte Penale Internazionale" e "principio di universalità".

Penso che devo prendermi il tempo per approfondire e andare alle fonti.

E poi mi viene in mente questa storia radicale in cui sono immersa. E mi impressiona, nonostante la sua strana magica follia. A volte leggera euforia.


http://www.radicali.it/view.php?id=140122



SE LE GUERRE NON HANNO UN GIUDICE
L'Unità - 18 luglio 2009
Undici anni fa nasceva il tribunale internazionale sui crimini di guerra. Oggi la posizione dell'Africa che non coopera rimette tutto in discussione

04 giugno, 2010

Paradossi e parole


Una moschea di Gaza dopo uno dei bombardamenti dell'Operazione Piombo Fuso, dicembre 2009- gennaio 2010


"Anger is a ferocious creature. Journalists are supposed to avoid this nightmare animal, to observe this beast with ‘objective’ eyes. A reporter’s supposed lack of ‘bias’ – which, I suspect, is now the great sickness of our Western press and television – has become the antidote to personal feeling, the excuse for all of us to avoid the truth. Record the fury of a Palestinian whose land has been taken from him – but always refer to Israel’s ‘security needs’ and its ‘war on terror’. If Americans are accused of ‘torture’, call it ‘abuse’. If Israel assassinates a Palestinian, call it a ‘targeted killing’. If Iraq has become a hell on earth for its people, recall how awful Saddam was. If a dictator is on our side, call him a ‘strongman’. If he’s our enemy, call him a tyrant, or part of the ‘axis of evil’. And above all else, use the word ‘terrorist’. Terror, terror, terror, terror, terror, terror, terror. Seven days a week.

"That’s the kind of anger that journalists are permitted to deploy, the anger of righteousness and fear . . . For journalists, this has nothing to do with justice – which is all the people of the Middle East demand – and everything to do with avoidance. Ask ‘how’ and ‘who’ – but not ‘why’. Above all, show respect. For authority, for government, for power. And if those institutions charged with our protection abuse that power, then remind readers and listeners and viewers of the dangerous age in which we now live, the age of terror – which means that we must live in the Age of the Warrior, someone whose business and profession and vocation and mere existence is to destroy our enemies."

Robert Fisk, The Age of the warrior, 2008, FSC

30 aprile, 2010

Tortura di Stato: il carcere, la nonviolenza e la testa dura di Rita Bernardini

23 NOVEMBRE 2009- "Non si può più aspettare, è tempo di lottare contro quella che ormai è diventata una tortura." Rita Bernardini al quinto giorno di sciopero della fame>, L'Italia è al 156° posto (su 181) per quanto riguarda l'efficienza della giustizia, dietro al Gabon.

"E' per questo che io ho iniziato uno sciopero della fame, da cinque giorni, insieme ad altri militanti radicali e non solo, affinchè venga calendarizzata una mozione parlamentare che impegna il Governo ad attuare una serie di misure che devono essere urgentemente prese. Cioè, non possiamo aspettare il Piano carceri, carceri che, se andrà bene saranno costruite tra tre anni. Qui la situazione è divenuta invivibile, veramente disumana, contro ogni legge internazionale. Qui rischiamo di arrivare ai livelli veri e propri della tortura."





12 gennaio- viene discussa e votata la mozione promossa dai deputati radicali nel PD e firmata da oltre 90 parlamentari che cerca di riportare il sistema carcerario italiano nella legalità

"Adesso vedremo quali parti della mozione saranno approvate, una cosa è certa. Così come quando i sindacati strappano un contratto sanno che poi inizia la lotta per farlo attuare, la mozione e le parti che saranno votate saranno per noi radicali, speriamo con i cittadini,l'inizio della lotta perchè quella mozione sia effettivamente attuata, perchè la situazione non può essere risolta con i piani carcere."



E intanto al 28 aprile 2010 i suicidi in carcere erano 22.
E ci sono quasi 68,000 detenuti, per una capienza di 43,000 posti.



LA LOTTA CONTINUA...da 16 giorni
http://www.corriere.it/politica/10_aprile_30/emergenza-carceri-radicali-sciopero-fame_c02ab770-546c-11df-a5b5-00144f02aabe.shtml

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