provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

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28 gennaio, 2011

Dolcemente complicate



Giorni di confusione e di certezze in disfacimento e ricostruzione. La settimana e' iniziata con il ricordo del mio viaggio solitario in Giordania, motivando l'acquisto di un oggetto piuttosto che un altro per il corso di Anthropology of Travel and Tourism.

E la settimana si conclude con un 'dibattito' tra amiche che non si conoscono. Una mail di facebook che ci porta a riflettere su chi sono le donne modello. Quelle che sono un'alternativa alla visione semplificata e stereotipata.

E cosi sui nostri profili fanno la loro comparsa parecchi bianco e neri.

Io metto Virginia Wolf. Tributo alla donna famosa che per prima ha accompagnato la mia infanzia.'Virginia, come Virginia Wolf. Allora vuoi fare la scrittrice da grande?'... un po'impegnativo per una bambina di 8 anni. Ma tant'e'.

Ma ce n'e' una che ricorre in certi profili. Quella che mi ha fatto scoprire la mia tanto citata variabile di Insciallah prima ancora di mettere piede in Palestina. La mia bella e contraddittoria Oriana.





"È come chiedermi se esiste la formula della Vita... Le risponderò dunque con una frase straordinaria che mi capitò di udire mentre guardavo con occhi distratti il brano d'un film. Straordinaria, sì. Così straordinaria che mi piacerebbe sapere se si trattava d'un famoso aforisma uscito dalla mente d'un grande filosofo oppure d'una semplice battuta uscita dalla penna d'uno sceneggiatore geniale. Eccola: "La vita non è un problema da risolvere. È un mistero da vivere". Lo è, caro amico, lo è. Credo che nessuno possa sostenere il contrario. Quindi la formula esiste. Sta in una parola. Una semplice parola che qui si pronuncia ad ogni pretesto, che non promette nulla, che spiega tutto, e che in ogni caso aiuta: Insciallah. Come Dio vuole, come a Dio piace, Insciallah"

Oriana Fallaci, Insciallah -1990

20 febbraio, 2008

18 giugno 1976- ci vuole molto coraggio a battersi stringendo in pugno una rosa e basta

discorso di Oriana Fallaci

Io voterò radicale perchè penso che i radicali siano un’iniezione di coraggio e di indipendenza, una medicina di cui il partito socialista italiano ha bisogno per guarire dal clientelismo, dal compromesso, dalla inadeguatezza, dall’ipocrisia, dal vecchiume degli uomini che hanno sciupato quel partito e ci hanno deluso.

Io voterò radicale perchè se è vero che la sinistra deve essere unita è anche vero che l’unità non deve significare obbedienza a chi ci ha deluso o addirittura tradito. I disubbidienti sono il sale della libertà e i radicali sono compagni disobbedienti.

Io voterò radicale perchè i radicali sono una garanzia di libertà e di lotta civile, perchè sono i soli che fino a oggi abbiano dimostrato di saper muovere le acque di uno stagno senza vita, perchè senza di loro, spesso così insultati e derubati ei ncompresi non avremmo ottenuto il divorzio nè impostato civili battaglie.

Io voterò radicale perchè sono stanca dei rivoluzionari a parole. Quei rivoluzionari che servendosi delle ideologie oppure della violenza ci promettono sempre la città del sole e poi non realizzano nemmeno le riforme più urgenti, i più ovvi diritti civili di cui la nostra dignità ha bisogno.

IO voterò radicale perchè in un’epoca ancora così offesa dal fascismo e gravida di totalitarismo i radicali sono i miei compagni più sinceri nella lotta contro ogni fascismo e ogni totalitarismo. Perchè non dimenticano che il popolo è fatto di individui e senza gli individui la espressione popolo diventa un’espressione vuota.

Io voterò radicale perchè sono una donna che crede nelle donne, perchè i radicali non si servono del voto delle donne per dare a se stessi una poltroncina in più. Perchè non sfruttano con cinismo e opportunismo i nostri drammi e il nostro dolore, perchè con le donne combattono e portano avanti la più grossa rivoluzione del nostro tempo, quella femminista.

Infine, io voterò radicale perchè i radicali non hanno paura di essere pochi, perchè non cercano piazze oceaniche e applausi scanditi e trionfo, perchè vivono sulle idee e non sui soldi, perchè sanno perfino regalarle le idee. Infine perchè loro sono puliti.

Ci aspettano giorni molto duri, molto difficili. La sinistra fa paura a troppi e molti non le perdoneranno una vittoria. Ma altrettanto difficilmente sopporteranno il successo di una sinistra rappresentata da uomini e donne che per emblema hanno scelto un pugno che stringe una rosa. Ci vuole molto coraggio a battersi stringendo in pugno una rosa e basta. Personalmente non so se ne sarei capace, però so che quel tipo di coraggio è indispensabile a resistere nei giorni duri, nei giorni difficli, quando si crede davvero alla democrazia.

E concludo dicendovi questo:

io ero…io sono, io sono la compagna di Alessandro Panagulis.

Di Alessandro Panagulis che fu condannato a morte per avere voluto la libertà. Che il 1 maggio è morto per avere cercato la libertà, la verità. Le creature come lui sono gemme rare, irripetibili, però sono anche esempi da seguire, strade aperte da percorrere e io spero che questi uomini e queste donne con una rosa in pugno si ricordino, una volta in parlamento, di come ci stava nel suo paese Alessandro Panagulis, e cioè denunciando, rischiando, accettando di essere solo e a costo di farsi ammazzare.

E poi spero che se qualcuno di noi dovrà morire in nome di ciò per cui è morto lui i radicali gli saranno accanto, mi saranno accanto. Grazie.

16 settembre, 2007

Date

Sto per uscire.
Ultime ore romane.
Prevista passeggiata con interessante personaggio. Seguo un'interessante coincidenza anagrafica.
Poi cena di saluti.
Mi piace questa vita fatta di capitoli che si chiudono e capitoli che si aprono.

Un pensiero per Oriana.

"La prima volta che sedetti alla macchina da scrivere, mi innamorai delle parole che emergevano come gocce, una alla volta, e rimanevano sul foglio... ogni cosa diventava qualcosa che se detta sarebbe scivolata via, ma sulle pagine quelle parole diventavano tangibili"
(Oriana Fallaci)


17 settembre, 2006

Buon Viaggio Oriana querida

Non so nemmeno come iniziare. E' da due giorni che cerco le parole per parlare della tua morte. Ma qualcosa blocca i miei pensieri. E non so di che cosa si tratta.
E' da mesi in generale che c'è qualcosa che blocca la mia penna, o le mie dita sulla tastiera.
Adesso che te ne sei andata Oriana io mi sento un po' più sola. E forse nemmeno le persone che mi sono più vicine lo capiscono. Ho paura di andare avanti senza il pensiero di te, chiusa da qualche parte, a scrivere creare combattere.
Tutte le pagine che leggo in questi giorni trasudano il tuo mito. E io mi sento affogare in queste descrizioni. La riservatezza dei tuoi rapporti con le persone, anche con quelle più intime, traspare dai loro articoli. Nessuno si permette di ritrarti per come eri. Pudore contagioso.
Per me la tua immagine è un caminetto in una casa di Firenze. Un bicchiere di vino e una sigaretta fumata. Insieme. Sì, per me Oriana Fallaci è questo: il sogno di un incontro mai realizzato.
Sono certa che se ti avessi mandato la lettera che tante notti avevo sognato tu avresti accettato di incontrarmi.
Per molti sei la Fallaci. Per molti eri la Fallaci. Ma per me sei Oriana, e la resterai sempre. Con la tua rabbia e con il tuo orgoglio. Con le parole dei tuoi libri che non sono mai riuscita a mandare a memoria. E' un mio problema la memoria, un limite. Ma risuonano dentro di me i significati, le parole ricercate, le immagini e il tuo coraggio.
E questa ho la presunzione di pensare che sia la cosa più importante.
Questo è quello che invidio a chi può scrivere articoli su di te sulle pagine di tutti i più grandi quotidiani. Questo è quello che è difficile far capire con le parole e che quindi mette in difficoltà chi ha l'autorità per scrivere di te sulle pagine di quei quotidiani.
Ora te ne vai. Restano di te solo le tue parole. E io non so come fare senza di te. Perchè ho paura di essere meno determinata e meno coraggiosa. Ho paura che da donna diventerai mito. E ho paura che mi sentirò stupida.
Mi hai regalato un sogno in questi anni. E io credo che sia la cosa più bella che hai fatto. E se come diceva Gianni Riotta hai regalato questo sogno a tutte le donne che hanno deciso di dedicare la loro vita al giornalismo sei ancora più grande.
E secondo me nemmeno tu sapevi di essere così grande. O forse non lo sapevi sempre.
Venerdì la notizia della tua morte mi ha dato coraggio e sogni. Oggi vacilla l'energia per realizzarli. Adesso tu sei in un posto da cui vedi tutto. Da cui vedrai l'interezza di ciò che hai sempre cercato di raccontare.
Butta un occhio da queste parti, su questo mondo confuso, che combatte e che cerca la sua via.
E butta un occhio anche su di me, una donna confusa, che combatte e che cerca la sua via.
Buon viaggio Oriana. Che le stelle ti guidino sempre e che la strada ti porti lontano.

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