Eccolo qua in versione integrale, prima dei tagli redazionali.
Anobii rallenta, Goodreads gode
di Virginia Fiume
Il mondo delle librerie online è
diventato famoso tra gli utenti web italiani negli ultimi cinque anni
per lo più grazie ad Anobii,
l'ormai popolare 'comunità di lettori online', con i suoi oltre 30
milioni di libri registrati. Il meccanismo di funzionamento è
piuttosto semplice ed intuitivo: il lettore- utente al momento della
registrazione crea la propria libreria, con gli scaffali, i libri da
leggere, quelli letti e quelli in lettura. Ogni volta che accede al
proprio profilo arriva a una schermata dove vengono elencati gli
ultimi aggiornamenti degli altri utenti, sia 'amici' che non. E'
possibile poi navigare tra le librerie degli altri o cercare persone
con gusti simili ai nostri. E' attraverso lo scambio e l'interazione
che si allargano le possibilità per i lettori di conoscere nuovi
libri e nuovi autori.
'La differenza tra Goodreads e
Anobii è la stessa che c'è tra Prada e H&M. Entrambi vendono lo
stesso prodotto, ma l'aria che si respira cambia' si legge sul blog
provetecnichedisogni, e così emerge anche sui blog italiani il
grande concorrente di Anobii, il colosso statunitense Goodreads.
La sfida tra i due si gioca a livello globale: secondo i dati di
Google Trends nel biennio 2009- 2010 le due librerie online si sono
spartite un mercato che tocca punte di anche più di 300,000
visitatori unici mensili. Il blogger jumpingshark
ha comparato i dati,
mostrando come in Italia Anobii arrivi anche a 30,000 visitatori
unici, e Goodreads scompaia dai grafici. Viceversa, sul pubblico
americano Goodreads arriva a 140,000 visitatori ed è Anobii a
scomparire dagli assi cartesiani.
Un ulteriore metro
di questa disparità sono le pagine Facebook: il
gruppo Anobii
Italia ha
3.182 membri, la pagina Goodreads
Italia,
nata solo nel febbraio 2011, di fan ne ha 62. Certo, Facebook non
garantisce il censimento della rete, ma è giusto accettare il fatto
che la penetrazione del popolare social network nella società
italiana non abbia eguali in Europa.
Probabilmente
una delle principali cause della scarsa conoscenza di Goodreads da
parte dei lettori italiani deriva dalla non-conoscenza della lingua
inglese. Ma qualcosa ha cominciato a muoversi per la piattaforma
americana anche nel nostro paese: scrivendo 'Italia' nel motore di
ricerca interno al sito si accede al gruppo 'Goodreads Italia':
trucchi e spiegazioni sull'uso della piattaforma, ma anche gruppi di
lettura e forum in cui ci si scambia opinioni sugli ultimi libri
acquistati. E' divertente leggere il thread sugli 'acquisti di
ottobre': Carroll, Pynchon e Capote dominano la scena. E si
guadagnano parecchie critiche. Un utente, Kibisis, suggerisce, su
richiesta di un altro utente, un buon metodo per digerire la lettura
di Pynchon: "Ho
preparato il necessario: bibitone di Maalox con cannuccia annessa e
tavoletta di cioccolato fondente (70%) per addolcire il palato. Poi
ho aperto il libro ed iniziato la lettura. A pagina 14 ho quasi
terminato la bibita; a pagina 16, la tavoletta... e....pare che il
mix alchemico farmaceutico/dolciario abbia funzionato. Ora sono a
quota 24. Ce la posso fare!"
Questa
nuova presenza di lettori italiani su Goodreads può essere
giustificata dai problemi di funzionamento che la piattaforma Anobii
sta vivendo negli ultimi mesi. Per la precisione da quando nel 2010
ne è cambiata la proprietà. La
società, fondata nel 2006 ad Hong Kong, è stata acquisita da una
compagnia inglese sostenuta finanziariamente anche dalla
grande distributrice HMV,
e case editrici del calibro di Penguin,
Harper Collins
e
Random House Group.
Il tutto sotto la guida dell'italiano Matteo Berlucchi. Il social
network ha deciso, come esplicitato da un comunicato stampa del marzo
2011, di trasformarsi in una piattaforma di e-commerce, stile Amazon
per intenderci. Adattamenti e trasformazioni stanno, a detta degli
utenti, causando grossi problemi nell'utilizzo.
Goodreads
ha un'impostazione più raffinata e prestazioni superiori, che lo
fanno assomigliare al famoso Facebook. Il 'lettore-utente' crea il
suo profilo, sceglie i generi che lo appassionano e viene invitato a
dare i primi punteggi ai libri. La motivazione è esplicita:
'ci aiuterà a segnalarti i
libri più adatti ai tuoi gusti'.
Nella colonna di destra si trovano un paio di curiosità interattive:
il quiz e la citazione del giorno, le communities, gli avatar delle
persone online, l'invito a partecipare al Reading Challenge: quanti
libri riuscirai a leggere nel 2011? chi ha letto più libri con più
di 500 pagine in un anno?
Un
dinamismo che ha
fatto ottenere ai suoi fondatori, gli americani Otis Chandler e
Elizabeth Khuri Chandler, ex studenti dell'Università di Stanford,
un grande successo: 6,200,000 membri, oltre 210,000,000 di libri
archiviati, una newsletter che raggiunge 5,27 milioni di persone.
Ogni giorno si collegano al sito 14 milioni di visitatori unici,
vengono pubblicate 10,000 recensioni, 2,800 raccomandazioni di libri
e 22,000 'giveaway'.
Sono loro l'elemento che attira più la nostra attenzione: i libri in
omaggio.
I
due Chandler non sono nè dei benefattori nè dei filantropi, ma
hanno
una strategia di marketing ben definita, intuibile sin dalla
procedura di registrazione e che viene esplicitamente spiegata in una
apposita presentazione power point dove Goodreads spiega i vantaggi
per gli editori e per gli
autori. Campagne di pubblicità rivolte a un pubblico mirato,
'targettizzato' in ogni gusto ed elemento anagrafico. Gli autori
possono creare le loro pagine personalizzate dove pubblicare
contenuti in anteprima, organizzarsi autonomamente videochat con i
lettori. Gli editori possono acquistare i tradizionali spazi
pubblicitari sul sito o all'interno della diffusissima newsletter.
Sono stati pensati anche dei pacchetti, del valore di 2500 dollari,
che comprendono tutti gli escamotage della pubblicità online: dalla
presenza nel quiz che appare in home page alla strategia di libri
omaggio, regalati ai lettori e poi da loro stessi recensiti. E'
grazie alla vendita di questi spazi pubblicitari che i 5 milioni di
lettori della newletter di ottobre hanno trovato come consiglio per
gli acquisti 'The secret life of wives' di Iris Krasnow, un romanzo
su come il tradimento possa essere la linfa vitale del matrimonio.
Non lo abbiamo letto, ma ci permettiamo di escludere una vittoria di
premio Pulitzer.
Diversi
nella forma e nel modo di finanziarsi, Anobii e Goodreads hanno una
caratteristica in comune: la categoria 'i
libri più popolari'.
A dominare la scena sono sempre le stesse due saghe, quella di
Twilight di
Stephenie Meyer e, ovviamente, Harry
Potter.
Camminando tra gli scaffali virtuali si comprende che le leggi del
mercato editoriale restano sempre la luce che viene puntata negli
occhi dei lettori, soprattutto quelli più ingenui.
E allora, forse, tanto vale ricominciare a scegliere i libri per i
profumi che si propagano da qualche scaffale più polveroso. E meno
virtuale.
(articolo pubblicato su Saturno, n.32, 28 ottobre 2011)

2 commenti:
povero anobii! mi piace così tanto!
Non ti preoccupare Isabel. L'importante è sapere che questi progetti non sono scevri da interessi commerciali, ma poi sono sicuramente un'ottima risorsa su cui cercare idee per i libri. Credo che visto il tuo interesse per la letteratura straniera (anglo americana) goodreads sia comunque un'ottima risorsa :-)
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