provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

03 novembre, 2011

Anobii rallenta, Goodreads gode

venerdi scorso è uscito un mio articolo su Saturno, l'inserto culturale del Fatto Quotidiano in edicola ogni venerdi. 

Eccolo qua in versione integrale, prima dei tagli redazionali.

Anobii rallenta, Goodreads gode
di Virginia Fiume 


Il mondo delle librerie online è diventato famoso tra gli utenti web italiani negli ultimi cinque anni per lo più grazie ad Anobii, l'ormai popolare 'comunità di lettori online', con i suoi oltre 30 milioni di libri registrati. Il meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice ed intuitivo: il lettore- utente al momento della registrazione crea la propria libreria, con gli scaffali, i libri da leggere, quelli letti e quelli in lettura. Ogni volta che accede al proprio profilo arriva a una schermata dove vengono elencati gli ultimi aggiornamenti degli altri utenti, sia 'amici' che non. E' possibile poi navigare tra le librerie degli altri o cercare persone con gusti simili ai nostri. E' attraverso lo scambio e l'interazione che si allargano le possibilità per i lettori di conoscere nuovi libri e nuovi autori.

'La differenza tra Goodreads e Anobii è la stessa che c'è tra Prada e H&M. Entrambi vendono lo stesso prodotto, ma l'aria che si respira cambia' si legge sul blog provetecnichedisogni, e così emerge anche sui blog italiani il grande concorrente di Anobii, il colosso statunitense Goodreads. La sfida tra i due si gioca a livello globale: secondo i dati di Google Trends nel biennio 2009- 2010 le due librerie online si sono spartite un mercato che tocca punte di anche più di 300,000 visitatori unici mensili. Il blogger jumpingshark ha comparato i dati, mostrando come in Italia Anobii arrivi anche a 30,000 visitatori unici, e Goodreads scompaia dai grafici. Viceversa, sul pubblico americano Goodreads arriva a 140,000 visitatori ed è Anobii a scomparire dagli assi cartesiani.

Un ulteriore metro di questa disparità sono le pagine Facebook: il gruppo Anobii Italia ha 3.182 membri, la pagina Goodreads Italia, nata solo nel febbraio 2011, di fan ne ha 62. Certo, Facebook non garantisce il censimento della rete, ma è giusto accettare il fatto che la penetrazione del popolare social network nella società italiana non abbia eguali in Europa.

Probabilmente una delle principali cause della scarsa conoscenza di Goodreads da parte dei lettori italiani deriva dalla non-conoscenza della lingua inglese. Ma qualcosa ha cominciato a muoversi per la piattaforma americana anche nel nostro paese: scrivendo 'Italia' nel motore di ricerca interno al sito si accede al gruppo 'Goodreads Italia': trucchi e spiegazioni sull'uso della piattaforma, ma anche gruppi di lettura e forum in cui ci si scambia opinioni sugli ultimi libri acquistati. E' divertente leggere il thread sugli 'acquisti di ottobre': Carroll, Pynchon e Capote dominano la scena. E si guadagnano parecchie critiche. Un utente, Kibisis, suggerisce, su richiesta di un altro utente, un buon metodo per digerire la lettura di Pynchon: "Ho preparato il necessario: bibitone di Maalox con cannuccia annessa e tavoletta di cioccolato fondente (70%) per addolcire il palato. Poi ho aperto il libro ed iniziato la lettura. A pagina 14 ho quasi terminato la bibita; a pagina 16, la tavoletta... e....pare che il mix alchemico farmaceutico/dolciario abbia funzionato. Ora sono a quota 24. Ce la posso fare!"

Questa nuova presenza di lettori italiani su Goodreads può essere giustificata dai problemi di funzionamento che la piattaforma Anobii sta vivendo negli ultimi mesi. Per la precisione da quando nel 2010 ne è cambiata la proprietà. La società, fondata nel 2006 ad Hong Kong, è stata acquisita da una compagnia inglese sostenuta finanziariamente anche dalla grande distributrice HMV, e case editrici del calibro di Penguin, Harper Collins e Random House Group. Il tutto sotto la guida dell'italiano Matteo Berlucchi. Il social network ha deciso, come esplicitato da un comunicato stampa del marzo 2011, di trasformarsi in una piattaforma di e-commerce, stile Amazon per intenderci. Adattamenti e trasformazioni stanno, a detta degli utenti, causando grossi problemi nell'utilizzo.

Goodreads ha un'impostazione più raffinata e prestazioni superiori, che lo fanno assomigliare al famoso Facebook. Il 'lettore-utente' crea il suo profilo, sceglie i generi che lo appassionano e viene invitato a dare i primi punteggi ai libri. La motivazione è esplicita: 'ci aiuterà a segnalarti i libri più adatti ai tuoi gusti'. Nella colonna di destra si trovano un paio di curiosità interattive: il quiz e la citazione del giorno, le communities, gli avatar delle persone online, l'invito a partecipare al Reading Challenge: quanti libri riuscirai a leggere nel 2011? chi ha letto più libri con più di 500 pagine in un anno?

Un dinamismo che ha fatto ottenere ai suoi fondatori, gli americani Otis Chandler e Elizabeth Khuri Chandler, ex studenti dell'Università di Stanford, un grande successo: 6,200,000 membri, oltre 210,000,000 di libri archiviati, una newsletter che raggiunge 5,27 milioni di persone. Ogni giorno si collegano al sito 14 milioni di visitatori unici, vengono pubblicate 10,000 recensioni, 2,800 raccomandazioni di libri e 22,000 'giveaway'. Sono loro l'elemento che attira più la nostra attenzione: i libri in omaggio.
I due Chandler non sono nè dei benefattori nè dei filantropi, ma hanno una strategia di marketing ben definita, intuibile sin dalla procedura di registrazione e che viene esplicitamente spiegata in una apposita presentazione power point dove Goodreads spiega i vantaggi per gli editori e per gli autori. Campagne di pubblicità rivolte a un pubblico mirato, 'targettizzato' in ogni gusto ed elemento anagrafico. Gli autori possono creare le loro pagine personalizzate dove pubblicare contenuti in anteprima, organizzarsi autonomamente videochat con i lettori. Gli editori possono acquistare i tradizionali spazi pubblicitari sul sito o all'interno della diffusissima newsletter. Sono stati pensati anche dei pacchetti, del valore di 2500 dollari, che comprendono tutti gli escamotage della pubblicità online: dalla presenza nel quiz che appare in home page alla strategia di libri omaggio, regalati ai lettori e poi da loro stessi recensiti. E' grazie alla vendita di questi spazi pubblicitari che i 5 milioni di lettori della newletter di ottobre hanno trovato come consiglio per gli acquisti 'The secret life of wives' di Iris Krasnow, un romanzo su come il tradimento possa essere la linfa vitale del matrimonio. Non lo abbiamo letto, ma ci permettiamo di escludere una vittoria di premio Pulitzer.

Diversi nella forma e nel modo di finanziarsi, Anobii e Goodreads hanno una caratteristica in comune: la categoria 'i libri più popolari'. A dominare la scena sono sempre le stesse due saghe, quella di Twilight di Stephenie Meyer e, ovviamente, Harry Potter. Camminando tra gli scaffali virtuali si comprende che le leggi del mercato editoriale restano sempre la luce che viene puntata negli occhi dei lettori, soprattutto quelli più ingenui.

E allora, forse, tanto vale ricominciare a scegliere i libri per i profumi che si propagano da qualche scaffale più polveroso. E meno virtuale. 

(articolo pubblicato su Saturno, n.32, 28 ottobre 2011)



2 commenti:

Isabel ha detto...

povero anobii! mi piace così tanto!

Gilla ha detto...

Non ti preoccupare Isabel. L'importante è sapere che questi progetti non sono scevri da interessi commerciali, ma poi sono sicuramente un'ottima risorsa su cui cercare idee per i libri. Credo che visto il tuo interesse per la letteratura straniera (anglo americana) goodreads sia comunque un'ottima risorsa :-)

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