provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

Visualizzazione post con etichetta saturno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta saturno. Mostra tutti i post

20 gennaio, 2012

Editoria digitale e twitter


Oggi in edicola c'è Saturno, con un mio articolo. Sono felice e orgogliosa, ma i tagli redazionali non mi soddisfano mai. Ecco la versione estesa, un po' più articolata e complessa.

Il 16 gennaio gli appassionati di lettura digitale hanno assistito a un caso editoriale: un ebook è riuscito a distribuire 1000 copie in 14 ore. Il dato si ricava dal sito di Marco Giacomello- avvocato, blogger e coautore del libro La lettura digitale e il web- che ha raccontato come gli undici autori (riuniti nel collettivo Ledita) e la casa editrice Ledizioni abbiano deciso di promuovere il libro, uscito alla fine del 2011, attraverso una forma di pagamento social, "pay with a tweet". 

Il metodo è semplice: l'ebook, caricato sulla piattaforma paywithatweet.com, veniva distribuito alle persone interessate se queste pubblicavano sul loro account twitter la frase "La lettura digitale e il web: domani a 3,99 euro, oggi gratis se paghi con un tweet #librinnovando #ledita" e il link per scaricare il testo. Secondo alcuni dati ricavati da Giacomello attraverso TweetReach con 50 tweet la squadra di scrittori ha raggiunto 16.876 persone; dati parziali che offrono un'idea del fenomeno che ha spinto la distribuzione del libro. Un testo scorrevole che stimola una riflessione sul futuro dell'editoria, sia tra i lettori che tra gli addetti ai lavori, editori per primi. 

Gli undici blogger sono stati selezionati durante la preparazione del convegno #Librinnovando svoltosi a novembre. L'opera, un instant book, è divisa in due parti: la prima intitolata Libro digitale vs. Libro cartaceo, la seconda L'editoria digitale e la rete. Il percorso accompagna il lettore in un viaggio attraverso l'editoria digitale: chi sceglie questa modalità di lettura, come si intrecciano lettura digitale e lettura tradizionale, cosa devono fare gli editori per prendersi cura di una fetta di mercato costituita dai così detti lettori forti. 

I blogger hanno dimostrato notevole capacità di diffusione, gli editori farebbero bene ad ascoltarli. E forse qualcosa si è già mosso se uno dei twitter promozionali è stato ritwittato dall'account LibriMondadori a tutti i suoi 93.000 follower.

AAVV, La lettura digitale e il web, 2011, Ledizioni


Saturno- Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2012

13 gennaio, 2012

Non di solo commento vive il blog


Settimana scorsa è uscito un lavoro di ricerca che ho fatto per Saturno sui primi dodici anni dei blog letterari. Qui mi permetto di mettere la stesura originale. Il concetto è lo stesso, ma la linea di ragionamento mi piace di più. Mi è piaciuto lavorarci, profumava di chiostro della Statale di Milano. 

E nello stesso tempo, la limitatezza delle battute di un articolo mostra quanto siano necessari continui aggiornamenti, integrazioni, differenziazioni. E in questo solo internet può essere strumento di continuo aggiornamento. Nel seguente pezzo questi aggiornamenti sono stati segnalati così [*].

E internet permette anche una rappresentazione visiva del pezzo. Che sia uno spunto per vedere cosa succede in un frammento di blogosfera?



Wordle: Blogosferaletteraria?




Dai primi anni del 2000 i blog sono stati uno dei mezzi utilizzati da scrittori e critici per dare vita alla "critica militante" da anni teorizzata in ambito letterario. Qual è stata la loro parabola in questi anni e come interagiscono con i regni del commento veloce Facebook e Twitter?

Uno strumento per orientarsi è il sito ebuzzing per cui vale il principio del vecchio wikio: i blog si iscrivono al sito e un algoritmo elabora le classifiche dei più autorevoli. L'algoritmo tiene conto delle pagine viste da utenti unici e dei link esterni, compresi quelli derivati da Facebook e Twitter. Il fine è quello di creare un database per chi vuole investire in pubblicità, ma di fatto diventa una bussola per i naviganti.

Il primo blogger fu Giulio Mozzi, scrittore e consulente di Einaudi Stile Libero. Il 4 agosto del 2000 inaugurò il suo vibrisse. Nonostante il blog non appaia nella classifica ebuzzing Mozzi è tutt'ora molto seguito. Ne è una prova il fatto che dichiari di ricevere ogni anno 900 dattiloscritti di aspiranti scrittori. Per diversi anni ha partecipato al blog collettivo Nazione Indiana che, con Carmilla, rappresenta la storia dei blog letterari. Entrambi nati nel 2003, ancora si difendono nelle classifiche e nella reputazione. Secondo i dati di GoogleAdPlanner Nazione Indiana ha 11.000 visitatori unici al mese e Carmilla 9.000.
Carmilla, diretto dallo scrittore Valerio Evangelisti, si caratterizza per essere chiuso ai commenti dei lettori. Non usa facebook e twitter è solo una vetrina per condividere i propri contenuti. Spia dell'atteggiamento sono i numeri del profilo: 3 following e 2.863 follower.

Nazione Indiana ha pubblicato il suo primo post nel marzo del 2003, quando della redazione facevano parte scrittori militanti come Moresco e Scarpa. Fedele ai commentatori, il blog ha vissuto anni di grande successo: alcuni post arrivavano a totalizzare oltre il centinaio di commenti. Dopo un paio di anni la redazione si divise in due, proprio sulla questione dei rapporti con i lettori, spesso conflittuali. [*in un commento sul sito di Saturno è lo stesso Giulio Mozzi a ricordarmi di specificare che, in realtà, la questione dei commenti era una sotto-questione del più grande dibattito sulla "Restaurazione", sul futuro della cultura in Italia. Correva l'anno 2006]

I fuoriusciti (Antonio Moresco e Tiziano Scarpa in primis) crearono il sito Il Primo Amore, che forse per la scarsa interattività negli anni è scivolato al 28° posto della classifica ebuzzing. E' Scarpa stesso a spiegarci che i commenti e il sito non sono centrali nel loro progetto: "E' una questione di forze: noi abbiamo una rivista cartacea, organizziamo iniziative in carne e ossa come Cammina, Cammina, il viaggio tra Milano e Napoli svoltosi nell'anno del centenario dell'Unità d'Italia. Organizzare iniziative del genere richiede tempo". [in una mail Tiziano Scarpa, oltre a esprimermi la sua critica rispetto all'utilizzo delle classifiche come criterio di ricerca e valutazione. E mi spiega che il sito ha perso punti in classifica a causa di un cambio di server e il rinnovamento del sito, che ovviamente condiziona il posizionamento*]

Nazione Indiana invece negli anni si è trasformata in un progetto dell'associazione culturale Mauta, tra i cui nomi spiccano Gianni Biondillo, architetto giallista milanese, Helena Janeczek e Andrea Inglese. Il glorioso tempo del dibattito sembra essere finito e ora ci sono al massimo sei commenti per post. E nessuna attività dialogica né su facebook né su twitter.

A non avere alcun problema a interfacciarsi con i lettori sono Giap,la stanza dei bottoni di Wu Ming e la giornalista Loredana Lipperini, con Lipperatura ancora fedelmente ancorata alla piattaforma kataweb.

I Wu Ming nell'aprile del 2010 hanno deciso di integrare su Giap tutti i loro progetti web. Attivissimi su twitter con oltre 12.000 followers, hanno sul sito una media di 150 commenti per post. Recentemente hanno avviato una nuova politica su twitter: lo usano, ma tendono poi a spostare il dibattito sul blog, dove lo spazio permette ragionamenti più articolati. Una politica simile a quella di Loredana Lipperini, che inaugurò il suo blog il 25 novembre del 2004. E' stata lei a raccontarci alcune delle trasformazioni degli ultimi anni, in particolare in relazione ai social network: "Li vedo funzionare in sinergia. Twitter è fondamentale per tenersi informati su quello che interessa, ma come sostengono i Wu Ming si presta alla polemica. E' per questo che è importante tenere il filo del discorso nei commenti".

Per certi versi anche Satisfiction appartiene alla vecchia guardia dei blog letterari. Il progetto di Gian Paolo Serino ha un buon numero di lettori e 150 commenti in media per ogni post. Sebbene Serino tenga a sottolineare la centralità del blog, ormai Satisfiction si configura come un portale di più ampio respiro, con tanto di magazine freepress distribuito in tutte le Feltrinelli. Vince il premio creatività per i nomi delle rubriche, bastino come esempio: L'Ombroso, "ritratti fisiognomici dei protagonisti della cultura", Titani(c) che prende di mira gli scrittori sopravvalutati o Letture a 45 giri, dove i musicisti diventano critici letterari.

La rivelazione è Finzioni, nato nell'aprile del 2008. L'unico blog ad avere una sezione in inglese. Ai vertici della classifica di ebuzzing, Finzioni, è il progetto dei "non addetti ai lavori" come racconta Jacopo Cirillo, 29 anni, uno dei fondatori: "Siamo un progetto di lettura creativa, siamo e ci sentiamo tutti lettori ed è ai lettori che vogliamo parlare". E per parlare usano tutti gli strumenti a disposizione, soprattutto twitter su cui hanno oltre 10.000 followers. Sentendoli sembra di veder rivivere lo spirito dei bloggers delle origini: "l’importante è che i lettori parlino tra loro e abbiano luoghi e modi per farlo".

16 novembre, 2011

Social Indignados: internet-realtà-internet

Post pubblicato il 15 novembre sul sito di Saturno, inserto culturale del Fatto Quotidiano.

Da qualche anno ha fatto capolino tra i commenti alle varie manifestazioni, italiane e straniere, il parere degli “esperti” sul ruolo che internet comemedium gioca, ha giocato o può giocare nei diversi contesti culturali e politici. Per alcuni “il popolo della rete” è diventato una sorta di “quinto stato”, altri invece offrono una lettura più cinica, basata sui dati di accesso a internet o sul cosi detto “slacktivism”, termine coniato per definire l’attivismo pigro, basato solo su condivisioni, firme di petizioni online, partecipazione a gruppi facebook.

Agli occhi degli “esperti” italiani sembra però essere sfuggita una particolare iniziativa che ha trasformato in reali alcuni dei codici linguistici e simbolici che abitualmente siamo abituati a utilizzare in rete.

Nella notte tra il 6 e il 7 novembre Massimiliano Lupo, trentenne creativo e designer free-lance, ha tappezzato la capitale con adesivi di derivazione internettiana. I manifesti politici che deturpano la città sono stati corredati di scritte che richiamavano direttamente al linguaggio utilizzato dai maggiori social network: “dislike”, antagonista del più noto “mi piace” largamente utilizzato dagli utilizzatori di facebook, “shit this”, derivato per contrasto dal linguaggio di twitter, e l’espressione “404 file not found”.

E’ Lupo stesso a spiegare l’iniziativa sul blog SHOT“In momento storico così critico per il nostro Paese, il disappunto per la classe politica non ha colore. Non si schiera né a favore né contro un determinato partito ma esprime indignazione verso tutti. Quest’iniziativa vuole sottolineare anche come certi meccanismi e linguaggi, tipici del web e dei social network, siano così radicati da poter essere usati in maniera simbolica per condividere un messaggio forte come questo.” La scelta di Roma è legata ai fatti del 15 ottobre:  “Il mio scopo” ha aggiunto “è quello di sensibilizzare ad una forma pacifica di protesta. Lanciare una provocazione è sempre meglio che lanciare un sanpietrino, un idrante o un lacrimogeno!”

Qualcuno potrebbe definire qualunquista l’atteggiamento del creativo, in ogni caso il passaggio rete-realtà-rete ha avuto un discreto successo se in 3 giorni le immagini dell’azione ribattezzata “Social Indignados” hanno ottenuto oltre 70,000 visualizzazioni e sono state riprese da blogger italiani e stranieri (Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra).

Chi si occupa di marketing fa spesso riferimento al concetto di “realtà aumentata”. Con il termine si intende l’insieme delle iniziative che vanno ad aggiungere elementi multimediali e interattivi alla realtà. L’iniziativa di Massimiliano Lupo potrebbe essere considerata un esempio di questo tipo di strategia di marketing.

Il termine “realtà aumentata” è utilizzato da alcuni ricercatori dell’Università del Maryland. Pj Rey e Nathan Jurgenson da tempo lavorano su questo nuovo paradigma, cercando di superare la classica divisione tra “reale” e virtuale”. Jurgenson, in particolare, teorizza un “costante dialogo tra corpo fisico e profilo digitale”, che non solo produce una realtà aumentata, ma anche un dissenso aumentato.

Forse l’iniziativa di Massimiliano Lupo non trasforma totalmente la realtà, ma sicuramente la sua azione e la conseguente riproduzione attraverso fotografie, scrittura e social network  allarga la voce del dissenso, dentro e fuori il mondo della rete, in generale, e dei social network, in particolare. E gli esperti nostrani farebbero meglio a prenderne atto.http://www.shotmcn.com/

03 novembre, 2011

Anobii rallenta, Goodreads gode

venerdi scorso è uscito un mio articolo su Saturno, l'inserto culturale del Fatto Quotidiano in edicola ogni venerdi. 

Eccolo qua in versione integrale, prima dei tagli redazionali.

Anobii rallenta, Goodreads gode
di Virginia Fiume 


Il mondo delle librerie online è diventato famoso tra gli utenti web italiani negli ultimi cinque anni per lo più grazie ad Anobii, l'ormai popolare 'comunità di lettori online', con i suoi oltre 30 milioni di libri registrati. Il meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice ed intuitivo: il lettore- utente al momento della registrazione crea la propria libreria, con gli scaffali, i libri da leggere, quelli letti e quelli in lettura. Ogni volta che accede al proprio profilo arriva a una schermata dove vengono elencati gli ultimi aggiornamenti degli altri utenti, sia 'amici' che non. E' possibile poi navigare tra le librerie degli altri o cercare persone con gusti simili ai nostri. E' attraverso lo scambio e l'interazione che si allargano le possibilità per i lettori di conoscere nuovi libri e nuovi autori.

'La differenza tra Goodreads e Anobii è la stessa che c'è tra Prada e H&M. Entrambi vendono lo stesso prodotto, ma l'aria che si respira cambia' si legge sul blog provetecnichedisogni, e così emerge anche sui blog italiani il grande concorrente di Anobii, il colosso statunitense Goodreads. La sfida tra i due si gioca a livello globale: secondo i dati di Google Trends nel biennio 2009- 2010 le due librerie online si sono spartite un mercato che tocca punte di anche più di 300,000 visitatori unici mensili. Il blogger jumpingshark ha comparato i dati, mostrando come in Italia Anobii arrivi anche a 30,000 visitatori unici, e Goodreads scompaia dai grafici. Viceversa, sul pubblico americano Goodreads arriva a 140,000 visitatori ed è Anobii a scomparire dagli assi cartesiani.

Un ulteriore metro di questa disparità sono le pagine Facebook: il gruppo Anobii Italia ha 3.182 membri, la pagina Goodreads Italia, nata solo nel febbraio 2011, di fan ne ha 62. Certo, Facebook non garantisce il censimento della rete, ma è giusto accettare il fatto che la penetrazione del popolare social network nella società italiana non abbia eguali in Europa.

Probabilmente una delle principali cause della scarsa conoscenza di Goodreads da parte dei lettori italiani deriva dalla non-conoscenza della lingua inglese. Ma qualcosa ha cominciato a muoversi per la piattaforma americana anche nel nostro paese: scrivendo 'Italia' nel motore di ricerca interno al sito si accede al gruppo 'Goodreads Italia': trucchi e spiegazioni sull'uso della piattaforma, ma anche gruppi di lettura e forum in cui ci si scambia opinioni sugli ultimi libri acquistati. E' divertente leggere il thread sugli 'acquisti di ottobre': Carroll, Pynchon e Capote dominano la scena. E si guadagnano parecchie critiche. Un utente, Kibisis, suggerisce, su richiesta di un altro utente, un buon metodo per digerire la lettura di Pynchon: "Ho preparato il necessario: bibitone di Maalox con cannuccia annessa e tavoletta di cioccolato fondente (70%) per addolcire il palato. Poi ho aperto il libro ed iniziato la lettura. A pagina 14 ho quasi terminato la bibita; a pagina 16, la tavoletta... e....pare che il mix alchemico farmaceutico/dolciario abbia funzionato. Ora sono a quota 24. Ce la posso fare!"

Questa nuova presenza di lettori italiani su Goodreads può essere giustificata dai problemi di funzionamento che la piattaforma Anobii sta vivendo negli ultimi mesi. Per la precisione da quando nel 2010 ne è cambiata la proprietà. La società, fondata nel 2006 ad Hong Kong, è stata acquisita da una compagnia inglese sostenuta finanziariamente anche dalla grande distributrice HMV, e case editrici del calibro di Penguin, Harper Collins e Random House Group. Il tutto sotto la guida dell'italiano Matteo Berlucchi. Il social network ha deciso, come esplicitato da un comunicato stampa del marzo 2011, di trasformarsi in una piattaforma di e-commerce, stile Amazon per intenderci. Adattamenti e trasformazioni stanno, a detta degli utenti, causando grossi problemi nell'utilizzo.

Goodreads ha un'impostazione più raffinata e prestazioni superiori, che lo fanno assomigliare al famoso Facebook. Il 'lettore-utente' crea il suo profilo, sceglie i generi che lo appassionano e viene invitato a dare i primi punteggi ai libri. La motivazione è esplicita: 'ci aiuterà a segnalarti i libri più adatti ai tuoi gusti'. Nella colonna di destra si trovano un paio di curiosità interattive: il quiz e la citazione del giorno, le communities, gli avatar delle persone online, l'invito a partecipare al Reading Challenge: quanti libri riuscirai a leggere nel 2011? chi ha letto più libri con più di 500 pagine in un anno?

Un dinamismo che ha fatto ottenere ai suoi fondatori, gli americani Otis Chandler e Elizabeth Khuri Chandler, ex studenti dell'Università di Stanford, un grande successo: 6,200,000 membri, oltre 210,000,000 di libri archiviati, una newsletter che raggiunge 5,27 milioni di persone. Ogni giorno si collegano al sito 14 milioni di visitatori unici, vengono pubblicate 10,000 recensioni, 2,800 raccomandazioni di libri e 22,000 'giveaway'. Sono loro l'elemento che attira più la nostra attenzione: i libri in omaggio.
I due Chandler non sono nè dei benefattori nè dei filantropi, ma hanno una strategia di marketing ben definita, intuibile sin dalla procedura di registrazione e che viene esplicitamente spiegata in una apposita presentazione power point dove Goodreads spiega i vantaggi per gli editori e per gli autori. Campagne di pubblicità rivolte a un pubblico mirato, 'targettizzato' in ogni gusto ed elemento anagrafico. Gli autori possono creare le loro pagine personalizzate dove pubblicare contenuti in anteprima, organizzarsi autonomamente videochat con i lettori. Gli editori possono acquistare i tradizionali spazi pubblicitari sul sito o all'interno della diffusissima newsletter. Sono stati pensati anche dei pacchetti, del valore di 2500 dollari, che comprendono tutti gli escamotage della pubblicità online: dalla presenza nel quiz che appare in home page alla strategia di libri omaggio, regalati ai lettori e poi da loro stessi recensiti. E' grazie alla vendita di questi spazi pubblicitari che i 5 milioni di lettori della newletter di ottobre hanno trovato come consiglio per gli acquisti 'The secret life of wives' di Iris Krasnow, un romanzo su come il tradimento possa essere la linfa vitale del matrimonio. Non lo abbiamo letto, ma ci permettiamo di escludere una vittoria di premio Pulitzer.

Diversi nella forma e nel modo di finanziarsi, Anobii e Goodreads hanno una caratteristica in comune: la categoria 'i libri più popolari'. A dominare la scena sono sempre le stesse due saghe, quella di Twilight di Stephenie Meyer e, ovviamente, Harry Potter. Camminando tra gli scaffali virtuali si comprende che le leggi del mercato editoriale restano sempre la luce che viene puntata negli occhi dei lettori, soprattutto quelli più ingenui.

E allora, forse, tanto vale ricominciare a scegliere i libri per i profumi che si propagano da qualche scaffale più polveroso. E meno virtuale. 

(articolo pubblicato su Saturno, n.32, 28 ottobre 2011)



Etichette

giri di vita (96) Politica (43) radicali (30) media (29) palestina (25) israele (24) canzoni (22) libri (19) informazione (18) italia (15) attivismo (14) musica (14) viaggi (13) Roma (11) nonviolenza (11) Sunday London Calling (10) donne (10) londra (10) riflessioni estemporanee (10) Mondo Rosa Shokking (9) democrazia (9) emma bonino (9) foto (9) onestà intellettuale (9) scrittori (9) Vasco (8) città (8) elezioni (8) film (8) gianna nannini (8) medio oriente (8) blog (7) citazioni (7) letteratura (7) milano (7) parole (7) rivoluzionari (7) antropologia (6) carcere (6) cultura (6) dalla Palestina (6) droga (6) laicita' (6) libertà (6) rivoluzioni (6) storie (6) amore (5) antiproibizionismo (5) giornalismo (5) mafia (5) marco pannella (5) muro (5) stato di diritto (5) video (5) Milano (4) bellezza (4) gaza (4) giustizia (4) italo calvino (4) manifestazioni (4) oriana fallaci (4) oroscopo (4) pier paolo pasolini (4) poesia (4) polizia (4) rita bernardini (4) saturno (4) scrivere (4) università (4) vaticano (4) LEGGE (3) ambiente (3) apartheid (3) appalti (3) birmania (3) buoni o cattivi (3) comunicazione (3) crisi for dummies (3) critica (3) economia (3) fai notizia (3) guccini (3) il cavaliere inesistente (3) l'aquila (3) miracolo economico (3) nonviolenza. rivoluzioni (3) ottusionismi (3) partito radicale (3) pena di morte (3) storie di vita (3) terremoto (3) 25 aprile (2) Francesco De Gregori (2) albert camus (2) american beauty (2) amici (2) anarchia (2) andrea de carlo (2) associazione enzo tortora (2) bertolaso (2) caparezza (2) censura (2) cervelli in fuga? (2) cinque terre (2) clitoride (2) colonne di san lorenzo (2) concentrazione (2) concepire con amore (2) democratic voice of burma (2) diritti civili (2) elezioni regionali (2) eutanasia (2) fainotizia (2) femminismo (2) forum droghe (2) guerra (2) internet (2) iran (2) islam (2) john lennon (2) kasparov (2) kiev (2) la stanza dei figli (2) la strada (2) laicità (2) lista bonino pannella (2) maria antonietta coscioni (2) new york (2) notte (2) palermo (2) papa (2) partiti (2) passsioni (2) peppino impastato (2) piergiorgio welby (2) piombo fuso (2) pubblicità (2) quote rosa shokking (2) racconti (2) rachel corrie (2) raymond carver (2) recensioni (2) referendum (2) riduzione del danno (2) robert fisk (2) roberto saviano (2) sciopero della fame (2) scout (2) sesso (2) siamo solo noi (2) sicilia (2) stati uniti (2) su di me (2) tasse (2) violenza (2) #occupy (1) 1978 (1) 1997 (1) 2008 (1) 883 (1) 8x1000 (1) ANTIMAFIA (1) Bufalo Bill (1) COCAINA (1) Calling (1) DE MAGISTRIS (1) Edward Said (1) I love Sicilia (1) Liberazione (1) MAGISTRATI (1) MASTELLA (1) MERCATO IMMOBILIARE (1) Sundance Film Festival (1) accordi di schengen (1) acquario (1) alberi (1) aldo moro (1) alekos panagulis (1) alessandro orsi (1) ambizione (1) amira hass (1) anna politkovskaja (1) anni '70 (1) antonio russo (1) articolo 31 (1) artisti (1) associazione aglietta (1) attivismo digitale (1) banda bellini (1) beatles (1) bella ciao (1) belle anime porche (1) ben harper (1) bob marley (1) borsellino (1) bruno bonsignore (1) california (1) cambiamenti climatici (1) camera (1) campi profughi (1) canapa (1) cantiere (1) caos (1) capelli (1) capitalismo (1) carmen consoli (1) central park (1) centri sociali (1) che guevara (1) checkpoint (1) cie (1) cina (1) coincidenze (1) comunismo (1) concerto (1) corrado passera (1) curiosità (1) dakota (1) de andrè (1) denaro (1) diritti umani (1) disabilita' (1) dizzy rascal (1) ds infami (1) durante (1) eagles (1) edgar allan poe (1) editoria digitale (1) elisabetta zamparutti (1) equilibrio (1) ernesto che guevara (1) estate (1) eventi (1) falcone (1) febbre (1) figli di madre ignota (1) filosofia (1) fini giovanardi (1) firme (1) fischer (1) francesca ferrando (1) geografia (1) gide (1) ginnasio (1) giornalisti precari (1) giri (1) giulio manfredi (1) goodbye Lenin (1) i cento passi (1) il fatto quotidiano (1) il re leone (1) imagine (1) individualismo (1) inquinamento (1) intercettazioni (1) intermet (1) interviste (1) iraq (1) irlanda (1) isabel allende (1) istituzioni (1) john fante (1) koestler (1) la confraternita del chianti (1) lavoro (1) lealtà (1) legalità (1) let it be (1) lettera di risposta a walter pedullà (1) lieberman (1) lingua (1) lisbona (1) lombardia (1) lou reed (1) luca coscioni (1) lucia castellano (1) lunedì (1) marcia della pace (1) marco philopat (1) mare (1) marilisa d'amico (1) mario staderini (1) mathausen (1) max weber (1) melissa etheridge (1) message in a bottle (1) mina (1) mondorosashokking (1) movimento dei forconi (1) napolitano (1) narcosalas (1) negrita (1) nomika zion (1) notti senza cuore (1) nucleare (1) occupy george (1) occupy poetry (1) omosessualità (1) onu (1) open data (1) other voice in sderot (1) pari opportunita' (1) partenza (1) pastori (1) patty pravo (1) pausa (1) pensionati (1) piacere (1) presunzione (1) primavere arabe (1) protezione civile (1) prrotezione civile (1) pulp fiction (1) putin (1) radioradicale (1) reati d'opinione (1) red hot chili peppers (1) reggae (1) ricostruzione (1) risparmio (1) romanzi (1) saddam hussein (1) saman (1) satira (1) scuola (1) senatori (1) servizi segreti (1) servizio civile (1) sex and the city (1) sigarette (1) silone (1) soas (1) solo un brivido (1) spender (1) statale (1) stendhal (1) stereotipi (1) stereotipi. medio oriente (1) steve mccurry (1) stragi (1) stravinskij (1) stuart hall (1) subsonica (1) tarantino (1) taranto (1) tavoli raccolta firme (1) teatro (1) televisione (1) terrorismo (1) the clash (1) the police (1) tiziano terzani (1) tossicodipendenze (1) trasparenza (1) tremonti (1) tribunale penale internazionale (1) twitter (1) ucraina. rivoluzione arancione (1) umiltà (1) unione europea (1) uomo ragno (1) vagina (1) val d'otro (1) vasco domenica lunatica (1) vernice (1) versione di barney (1) via kramer (1) virginia fiume (1) vittorini (1) vladimir Luxuria (1) william james (1) wish you were here (1) wright (1) ying yang (1)