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03 maggio, 2011

Io, Kasparov e Milano


Ho scritto per la pagina Facebook 'Torno a Milano per votare Pisapia'

Tre anni fa ho avuto la fortuna di ascoltare Kasparov al Teatro dal Verme. L'ex campione del mondo di scacchi, uno dei pochi politici che nella Russia di Putin ha il coraggio di schierarsi apertamente come opposizione, in quell'occasione mi lasciò a bocca aperta. Paragonò la politica a una partita di scacchi. Con il giocatore che sa che potrebbe anche perdere, ma che in ogni caso non può fare a meno di tendere istintivamente a giocare la partita perfetta. 'Raggiungere la perfezione sarà impossibile. Lottare per raggiungerla è vitale', disse. Ho sempre associato la meraviglia di quest'immagine, Kasparov che gioca a scacchi con Putin, a un'altro piccolo dettaglio che conosco del gioco degli scacchi: pensare sempre almeno 'due mosse in avanti'.

E' con queste due immagini che sia il 15 e il 16 maggio (e se necessario il 29 e il 30 per il ballottaggio) sia il 12 e il 13 giugno tornerò a Milano a votare. Per dare il mio contributo al tentativo di partita perfetta che si sta giocando, senza dimenticare di pensare due mosse 'in avanti'.

La prima mossa è quella per Pisapia Sindaco e, per quanto mi riguarda, per la Lista Bonino Pannella in Consiglio comunale (http://milano.boninopannella.it). Perchè dopo anni di inquinamento metaforico e fisico, l'Italia ha bisogno di onestà, trasparenza e legalità. E Milano ha l'occasione di essere la prima tappa per la riconquista di una dignità politica e culturale che sembra perduta.

La seconda mossa è tornare a votare per i referenda del 12 e 13 giugno. Non solo quelli su nucleare, acqua e legittimo impedimento, ma anche, e forse soprattutto, i cinque quesiti milanesi per l'ambiente e la qualità della vita a Milano (http://milanosimuove.it). Perchè credo che una Milano come Amsterdam, come Copenaghen, come Londra, sia possibile. E non debba essere solo un sogno di primavera, ma il primo progetto concreto del nuovo sindaco. E allora, pensando due mosse avanti, cerco di immaginarmi già migliaia di biciclette in una Milano più verde e più vivibile. Non solo per me, che non so ancora quando tornerò, ma per tutte le persone a cui capiterà di arrivare a Milano, e che meritano di godere di una città più bella, più funzionale e più umana.

Prima di venire a studiare a Londra ho lavorato a Roma, per la campagna elettorale di Emma Bonino per la Regione Lazio. In quel caso clientele e giochi di potere hanno vinto. Per poco, ma hanno vinto. La delusione è stata grande. Dura. Ci ho messo molti mesi a ricominciare a credere che la politica potesse ancora essere qualcosa di diverso dalla partitocrazia. Ma ora, nella Milano al cuore della lottizzazione di Comunione e Liberazione, beh, ora penso ancora di più che vada la pena di continuare a provare a giocare la partita perfetta. Perchè a 28 anni non ho ancora voglia di farmi rubare i sogni.

Penso che se ognuno di noi che siamo all'estero riesce a convincere almeno un amico a votare per Pisapia, e per una delle liste che lo sostengono, questa volta ce la possiamo davvero fare a lasciare un segno di onestà, trasparenza e legalità. Per noi, per Milano, e per l'Italia.

05 luglio, 2007

KASPAROV A MILANO. io c'ero

Garry Kasparov sabato era al Teatro Dal Verme a Milano.
Lui, per vent'anni campione assoluto di scacchi, ora leader dell'opposizione a Putin.
Un intervento che ha fatto alzare in piedi il pubblico. Un momento storico.
Un eroe, un ribelle, un coraggioso.

Ne pubblico solo la seconda parte...

[...]

Se gli scacchi non sono del tutto bianchi e neri e la matematica non è conoscibile in toto, cosa possiamo dire della politica? Di certo non esistono l’assoluto, la perfezione o la verità ultima nel mondo complicato della politica. Ma se questo può essere vero, tuttavia dobbiamo ancora lottare per stabilire degli obiettivi ideali.

Nel mondo della politica globalizzata, le mie speranze e le mie ambizioni sono perfino più grandi. La verità che sto cercando adesso è il riconoscimento universale dei diritti umani. Il valore della libertà. Il valore della vita umana.

Per me i diritti umani rappresentano l’assoluto, poiché non sono qualcosa che un altro ti concede. Sono ciò che non ti può essere tolto. Le dichiarazioni di indipendenza, le costituzioni e gli altri documenti di legge in tutto il mondo affermano che tali diritti sono inalienabili. Non si concedono e non si sottraggono. Non possono essere trasferiti o mercanteggiati. La fede nel valore della vita umana è alla base della civiltà moderna. In qualsiasi momento una società, una nazione o qualunque gruppo di persone tradisca questa fede, arreca danno a tutti noi. Dobbiamo lottare tutti per preservare questi valori.

Questa è la mia battaglia oggi in Russia, dove il governo sta attaccando questi principi fondamentali. Stanno lavorando per imporre una forma di dominio che ho conosciuto molto bene nella prima metà della mia vita sotto il regime sovietico: il totalitarismo. Si tratta di qualcosa di molto più grande di una forma di governo. Esaminate la parola “totalitario”, la parola “totale”. Significano completo, totale controllo di tutti gli aspetti della vita. Lo stato cerca di spargere il terrore fra i cittadini a un livello quasi genetico. Cerca di rimpiazzare la religione, la filosofia e i diritti dell’individuo.

Naturalmente il governo Putin non è come quello comunista. I sovietici avevano un’ideologia che ha cambiato il mondo. Era un’ideologia difettosa, ma almeno all’inizio aveva degli obiettivi nobili. Il regime di Putin non ha ideologia, il suo assoluto è il mero potere. Il massimo controllo per ottenere i massimi privilegi individuali per l’elite governante.

Ci dicono che non abbiamo diritto di parola, di radunarci pacificamente nelle strade. Ci dicono che sotto il loro controllo stabiliscono loro il significato dei termini libertà, democrazia e diritti umani. Ci dicono che queste cose non sono importanti, che sono secondarie rispetto al denaro e al mantenimento del controllo. Per me e per le persone coraggiose che hanno marciato con me questi valori sono assoluti.

Sapevo che non avrei mai giocato una gara di scacchi in modo perfetto, ma cominciavo ogni partita con l’intenzione di farlo. So anche che non ci sarà mai un mondo utopico in cui ognuno rispetti i diritti degli altri. Il conflitto è parte della natura umana. Ma come ha scritto lo scrittore romano Tacito, “il desiderio di resistere all’oppressione è insito nella natura umana”. Raggiungere la perfezione sarà impossibile. Lottare per raggiungerla è vitale.

(traduzione di Luca Ruggero)

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