Lisbona ha cercato di tenermi con sè, circondando ogni passo di dolcezza e malinconia, sotto il suo cielo nero e la pioggia leggera, che accarezza senza graffiare.
Varia, colorata e diroccata. In questo tempo e nei tempi passati, con mille volti e la stessa faccia. Come i tanti nomi di Pessoa e la statua di Camoes che lo guarda dall'alto del suo piedistallo. Mentre il poeta delle identità multiple si fa fotografare con i turisti davanti alla Brasileira, il suo bar preferito. Proprio lui che, a quanto dicono, odiava farsi fotografare. Forse timoroso che qualcuno potesse scoprire in uno scatto la profondità della sua anima. Quella oltre i nomi e i soprannomi.
Lisbona ha il sapore della crema di Belém, tutti i colori del cielo e il profumo dei boschi di Sintra.
Lisbona ha cercato di trattenermi su un mirador, mentre il castello giallo di Sao Jorge mi riportava al tempo dei mori, dopo aver attraversato i vicoli dell'Alfama. Concentrata sulla strada, in attesa di vedere i vicoli aprirsi e dominare case, piazze, il Tejo e in lontananza l'Oceano. E pensare che la vita è una cosa meravigliosa
L'oceano che con le sue onde muove le note del fado che aleggia tra lontananza, amore e malinconia.
Le mille foto della sera, sorseggiando birra o vino, in modalità "presentazione". Facce stanche e sorridenti che si riguardano, in attesa che il sonno arrivi, avvolgendo risate e pensieri. Spegnendo le parole. Ognuno col suo viaggio ognuno diverso. Ma 2151 kilometri lontani da tutto, tranne che da noi stessi.
I litri di Porto, intervallati dalla notte.
Il sipario morbido delle nuvole che si chiude tra terra e cielo mentre l'aereo si alza in volo.
Ogni viaggio porta con sè lacrime sorridenti, trattiene con sè pezzi di anima e ne genera di nuovi.
Come la vita.
1 commento:
ciao portogatta, bentornata, ti ho linkata anche dal mio più recente post questa sera (niente paura: è una cosa leggera senza cognomi).
bacicci e auguri!
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