[...]Noi siamo espressione della antropologia del nostro paese. Non abbiamo inventato nulla, ma è acaduto che abbiamo saputo raccogliere il sentimento di un popolo.
Perchè ci si sono riconosciuti.
La unità gramsciana, leninista, togliattiana. Tra contadini e operai, tra nord e sud, intellettuali ed altri.
Nelle urne è accaduto per la difesa della libertà, a partire dal divorzio, dall'aborto, lì solo contadini e operai hanno votato insieme. Lì solo nonne che sapevano cosa fossero le mammane, lì solo nonne cattoliche silenziose hanno, molto prima del nipote e del nipotino del "legalizzala Marco", hanno potuto percorrere questa strada.
E adesso è evidente.
Qual è il problema dei radicali di oggi?
Come potremo mai far comprendere che non è che ci siamo stancati, che non è che tradiamo, quando questi radicali...mano a mano ce ne stiamo andando, ci sono migliaia di 80enni, 90enni, che hanno passato la loro vita votando, essendo presenti, come dire, sopportando il ludibrio, le accuse di essere strani.
E io dico, questa volta, come faranno a capire?
Con fiducia in se stessi e in noi diranno non è vero che si sono perduti, non è vero che si sono rincretiniti, ma poi esci da casa e il portiere o l'amico del piano di sotto...i figli vanno a scuola, ritornano e dicono "mi hanno detto", poi vai in ufficio e ti dicono.
A questo punto anche se sai che non è giusto l'unica cosa che viene fuori è basta, non ce la facciamo più, a questo punto tutto è sbagliato. E malgrado questo, sapendo che questo sarebbe accaduto, badate in una misura che non avevo valutato, questa scelta di democrazia, in realtà ho detto, poi si muore anche quando la vita non la si ama.
Guardate le morti sul lavoro. Vorrei ricordare a comunisti, detti radicali, e a benpensanti, che noi abbiamo raccolto le firme per un referendum contro l'Inail da soli. Le abbiamo raccolte, abbiamo indicato questo, 22 anni fa, la suprema corte della suprema cupola non ci ha permesso di andare a votare. COme sul concordato, come sui codici fascisti, la maggioranza c'era, perchè era un sentimento.
Lo ripeto, noi abbiamo avuto fortuna per molto verso, quella di potere esprimere quello che è il portato della storia di un paese. Ci si sono riconosciuti i fuori legge del matrimonio, oggi ci sono 1.700.000 famiglie grazie al divorzio. Oggi il grande ideale storico, della storia umana, quello di arrivare a concepire il procreare, concepire lo sviluppo della specie, con moralità ed intelligenza. Abbiamo distrutto l'immondo flagello. Si vergogni Giuliano Ferrara. Si vergogni. Non l'ho mai detto. L'aborto clandestino di massa, che nelle campagne era flagello. NOn c'era il veterinario nelle campagne, ma la mammana sempre. E quando venivano nelle città non c'era la mammana, e allora c'era il tavolo di cucina, e si moriva di più.
Oggi c'è una cosa immonda ed è quella per la quale oggi la scienza, la moralità, l'aspirazione profonda che è quella di potere vivere e concepire con amore, nell'amore e grazie all'amore la propria discendenza. Una cosa inimmaginata forse. Concepire con amore, nell'amore, come espressione di libertà. E non come casualità, dovere di procreare. Morivano le donne quando il marito montava sopra e pam, due minuti, tre minuti, quattro minuti. E poi arrivava il sesto, il settimo, l'ottavo. Morivano nella salute e di una morte della moralità.
Abbiamo mutato questa storia, nel senso che tutte le religiosità,badate bene, le religiosità, non le confessioni religiose, hanno messo al centro questo elemento della contemplazione, della conoscenza come elemento costitutivo dell'amore, quindi anche del concepire. Di essere un po' di meno. Concepire altri se stessi.
Allora, siamo arrivati con questo carico. E adesso questo paese paga il fatto che pochi sono stati i liberali che hanno difeso la libertà e la democrazia. Paga il fatto che nel momento in cui la rivoluzione liberale si stava realizzando, in un fazzoletto di giorni, ve l'ho detto: obiezione di coscienza, divorzio, aborto, chiusura dei lager manicomiali,tutto insieme. Non avevamo mezzi grandi, eravamo delle piccole guide della specie, la gente capiva, ci capivamo, ci siamo compresi e a questo punto arriviamo alla confluenza, diciamolo pure, delle componenti antiliberali presenti nella storia comunista, nelle storie clericali, fasciste, abbiamo a livello di potere sicuramente l'unione di questi tre affluenti che rischia di essere una piena che lascia fango ed altro.
Con questo mi sono detto "no, non abbiamo il diritto di occuparci e preoccuparci da superiori, dobbiamo fare quello che dobbiamo fare" Il rischio dell'assenza di democrazia, anche fra di noi, ci si è abituati a dire "non c'è la democrazia". Ho sempre sentito questo come un dramma che non può comunicare tragedie. Dove c'è strage di legalità c'è strage di persone. COme in Campania. Perchè poi quando uno pensa alla strage di persone pensa solo alla guerra. Ma non pensa ai tumori, al cancro, alle disperazioni, a chi si deve fare le pere perchè altrimenti muore lo stesso. Tutto questo è il mondo in cui siamo. E ora siamo arrivati ad un punto: vedete, Veltroni ci ha detto, non fate le liste proveltroni, ci ha respinti, nello stesso modo in cui si rifiutava il voto dei fascisti, dei nazisti, è andata così.
D'accordo. Come facciamo ? E viene fuori la controproposta pubblica. No, entrate nelle nostre liste. Con un incontro o due ci si è detto, saranno nominati nove. PErchè nominati. Noi abbiamo anche tentato lo sciopero della fame nel 2006 contro questa legge, che a tutti i vertici di tutti i partiti andava bene, era molto comoda, paghiamo questo. E a questo punto, io vorrei rispondere a Valter, con la nonviolenza e il dialogo. Abbiamo fatto un conto, ogni giorno può parlare per più di un'ora a almeno venti milioni di cittadini. Dati del centro di ascolto, l'unico modo con cui si possono conoscere scientificamente questi dati.
E io da dove gli posso rispondere? Da Radio Radicale. Ma Radio Radicale non vogliono sentirla oggi.
Ecco, quando dico non è uno stato di diritto, non è democrazia, lo dico in modo accorato, sperando che anche coloro che sono potenti, si trovano ad essere potenti, ci pensino un istante.
Non mi pare.
La questione per me è semplice. Noi viviamo in una società, questa italiana, in cui è la schizofrenia dei linguaggi. Al massimo. Ci sono dissociazioni nel linguaggio. E a questo punto c'è incomunicabilità, nel senso di estraneità, con tutto quello che comporta anche di timore, di paura, di pessimismo, di rabbia. Quando si sente che il dialogo non è. (il dialogo significa avere la stessa parola) e a questo punto che la Campagna con una buona formula di Mino Martinazzoli, siamo passati dalla rappresentanza alla rappresentazione.
L'assenza di democrazia e di stato di diritto.L'assenza di rispetto per la parola. Non dico il libro. Ma nel libro ci sono le pagine,nelle pagine ci sono le parole.
Non è una nostalgia del mondo agricolo, come nelle nostre fiere di bestiame in abruzzo, le offerte.
La parola il patto. So che possiamo creare altro che è anche più solido e meno affidato al caso a volte.
E come muoversi in questo senso?
Il 2008 sarà il primo anno di un grande Satyaghra, per la pace, la libertà e la giustizia. L'abbiamo confermata. Ne abbiamo parlato col Dalai Lama. Ma oggi ci siamo. Cos'è? amore, forza della verità, sicuramente inganni, la verità non è la V maiuscola. E' della realtà. E allora si può cominciare questo Satyaghrà. Una lotta, una testimonianza, del valore della parola, e della parola data. Non solo in politica. Ovunque. E' noto che il linguaggio delle dittature è un linguaggio doppio. E' un linguaggio doppio, basato sulla menzogna rispetto all'esterno. E allora credo che c'è bisogno nel momento in cui avviamo questo primo Satyaghra mondiale per la pace, in questo momento i pacifisti li sento poco.
L'obiettivo dello sciopero della sete, che avverto come urgente, è uno solo: diffondere per quanto più possibile la consapevolezza della importanza e della possibilità della parola data. A dieci o dieci milioni. L'importanza della parola data, del patto, dell'impegno. E a questo punto di certo c'è un nesso preciso. Siccome sento, come tutti voi, dalle televisioni, che dicono che le trattative non si possono, sento le cose che dice in tivu al tg1 e tg2 dove Valter fa delle contestazioni non veritiere su quello che ci sta dividendo, e si prende il momento dell'applauso, bisogna con entusiasmo lavorare, e non come fanno i problemi.
Tra l'altro è la terza volta che lo sento, anche da Bettini, negli incontri si è detto "se non avete entusiasmo queste cose non si fanno". Come Giuliano Ferrara. Questi due quasi coetanei sono la dimostrazione di che cosa significa l'essere stati soggetti alla tragedia del fallimento del comunismo. Per cui c'è una sorta di cinismo nel presente. Una sorta di incapacità di rispettare. Diciamolo pure, una diffidenza profonda, una sorta di rancore, rispetto a quello che può ricordare loro quando c'era l'entusiasmo.
E non tollerano che noi continuiamo a girare. Come gira Furio COlombo, come girava Terracini, Vittorio Vidali.
Noi quindi oggi ci troviamo a dire: "noi emettiamo silenzio" per la struttura che c'è oggi nella politica italiana. Sono molto preoccupato per questo Partito Democratico che noi tutti vogliamo costituire. Questo Partito Democratico si pone con un agio favoloso attraverso il potere condiviso con l'avversario.
Non scherziamo, condiviso per non dialogare con nessuno e per diffondere la verità di partito. Questo sciopero della fame e della sete ha un obiettivo molto semplice. Noi vogliamo parlare. Avete detto e ripetuto che c'erano nove eletti. Poi io dicevo anche a loro 9 nominati e su questo non ci pioveva. Attraverso lo strumento. Se ci fossero state le preferenze...ma invece in questo caso il nominante il Parlamento ha la sicurezza matematica entro certi limiti di potere nominare e non nominare e poi ci sono delle fasce importanti che costituiscono il "non si sa chi".
Noi vogliamo semplicemente dire che siamo qui per aiutare Valter, per aiutare il Partito Democratico per muoversi nel rispetto delle proprie speranze, delle proprie legalità.
Abbiamo questo ricorso alla nonviolenza, che significa "mi rivolgo a te che sei il potere, che ne hai i limiti, ecco guardate, senza danaro, senza nulla, in qualche misura trasferiamo la nostra energia nel vostro corpo perchè diventi capace di fare le scelte che volete fare, le scelte che vi portano ad affermare la vostra parola" Questa è la rappresentazione nonviolenta, laica, liberale, radicale, socialista che noi adesso portiamo avanti. Rischiamo la vita. L'abbiamo sempre detto, non rischiamo la morte. Poi la morte è un incidente. Se si rischia la vita perchè si beve, si va in macchina, si è ubriachi, poi c'è l'incidente. Noi amiamo tanto la vita, Giuliano Ferrara, amiamo tanto la vita che siamo molto prudenti, al massimo. Con i miei medici che conoscono non solo il mio corpo. Sono qui per dirvi nessuna richiesta di trattativa. Abbiamo i pochi mezzi di scienza giuridica che riusciamo a raggiungere. Pensiamo se ci fosse stata una sola giornata di dibattito fra noi radicali democratici e Veltroni alla televisione. Come Casini e Berlusconi. Avete un'idea? Saremmo stati capiti? La gente si sarebbe ri- conosciuta nelle cose che abbiamo detto. L'uguaglianza dei punti di partenza è una cosa che noi, guardate credo che il rapporto della violenza del potere oggi è incommensurabilmente maggiore che durante le dittature degli anni '30. Allora avevano la radio. Non tutti, ma era lo strumento. Qui nelle nostre case abbiamo a disposizione in ogni momento tutte le verità di regime. Quelle ammesse.
Cosa faremo? Non lo so.
Cosa i vostri giornali diranno? Temo di saperlo, conosco i vostri direttori e sono amici, colleghi, coetanei. Li conosco molto bene.[...]
http://www.radioradicale.it/scheda/248852
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