
Ascolto Cirano mentre l'ufficio si svuota e la biblioteca e' sempre piu' fredda.
Le ultime ore, gli occhi che si riempiono di deserto, cielo e nuvole. La cena al Citadel e l'ultimo sguardo agli occhi verdi. Quegli occhi che mi fanno arrabbiare ma a cui non posso non sorridere.
Notte pazza quella del Purim. Notte di trasgressione e danze sfrenate. Notte di ebrei mascherati da sauditi. Notte di soldati incontrati in coda per entrare in discoteca. Soldati che ti raccontano del Libano e di Gaza, come se fosse normale un paese fatto di religione e guerra.
vino, risate e amici. Coppie aperte che si baciano libere su una pista da ballo, come se non ci fossero ne' ieri ne' domani.
L'ultimo sguardo al Mar Morto e alla Giordania. Le terre di un amico rinchiuse tra un muro e un checkpoint. La sete di liberta' che si respira in ogni sguardo. Un saluto ai millepiedi, ai luoghi intrisi di politica e vita, alle risate e ai baci sui tetti. Un saluto alle contraddizioni e alle ore passate in macchina per coprire pochi chilometri.
Si prospetta un doloroso allontanamento graduale. Domani sara' Gerusalemme. Mercato, folla, macchine, preghiera.
E poi Tel Aviv.
E poi il dolore lascera' spazio alla serenita' di cio' che e' noto e pieno d'amore.
Conservero' nelle orecchie l'incrocio dei canti dei muezzin tra i quattro punti cardinali nel mezzo di una valle. In lontananza si intravede la cupola d'oro di Al Quds.
Tra tre settimane forse sara' tutto uguale. Tutto in eterno movimento.
Nessun commento:
Posta un commento