provaci tu a dare un nome al passato (cioè: cronologia)

17 gennaio, 2010

Diario da Kiev (1)- dopo la rivoluzione arancione, il giorno nero delle elezioni

Non si sa molto dell'Ucraina. Io stessa non ne sapevo nulla prima di decidere di venire a Kiev, con l'Associazione Annaviva (www.annaviva.com) per il viaggio di turismo responsabile organizzato per monitorare in modo non ufficiale il primo turno delle elezioni presidenziali, successive alla rivoluzione nonviolenta, nota come rivoluzione arancione, che aveva fatto sognare l'Europa e l'Occidente nel 2004. 5 anni fa le piazze della capitale ucraina erano gremite, per protestare contro i brogli messi in atto dall'ex presidente Kucma, poi sconfitto da Viktor Juscenko e Julia Timoscenko.
I cittadini ucraini avevano creduto a un vero cambiamento.

Kiev ora e' coperta di neve. Le strade sono semideserte, per le vie del centro non si vede nemmeno un manifesto elettorale.
A queste elezioni presidenziali si sfidano 18 candidati, di cui tre donne.

Il Presidente uscente, Juscenko, il leader della rivoluzione arancione, ora e' dato al massimo al 5%. Il popolo che lo aveva seguito si sente tradito, la crisi economica ha stroncato il paese. Secondo i sondaggi il big match dovrebbe essere tra il filorusso Janukovich del Partito delle Regioni e Julia Timoshenko, icona della rivoluzione arancione, leader del Partito "Patria", sempre piu' vicina a Mosca.

Siamo all' Hyatt Hotel, di fianco alla famosa chiesa di Santa Sofia, nel quartier generale del ""Blocco per Julia" (Timoshenko), la cosidetta pasionaria arancione, Primo Ministro uscente e ora candidata Presidente. Si e' appena conclusa la prima delle conferenze stampa del pomeriggio, in cui il braccio destro della pasionaria, tale Turcynov, ha affermato di aver ricevuto diverse segnalazioni dai rappresentanti di lista riguardo a brogli elettorali messi in atto dal Partito delle Regioni, il partito guidato da Janukovich, dato come favorito dai sondaggisti.
La rivoluzione arancione si e' colorata di nero: Turcynov indossa giacca e dolcevita neri e annuncia che se anche si andra' al ballottaggio non bisognera' smettere di denunciare l'atteggiamento di Janukovich.

Anche il terzo in classifica per quanto riguarda i sondaggi, Thkpiko, che prova a giocare la parte dell'outsider nonostante sia stato ex presidente della Banca Centrale Ucraina e capo dello staff di Kucma durante la campagna elettorale del 2004, accusa di brogli il Partito di Janukovich.

Da Odessa arrivano voci che denunciano brogli dall'altra parte: qualcuno dice che la Timoshenko abbia regalato carne in scatola ai pensionati.

Insomma, l'entusiasmo della rivoluzione appare passato. E restano accuse reciproce forse degne della "democrazia" italiana.
Un signore dal volto rubizzo, un vecchio soldato, col suo colbacco marrone, ci ha avvicinati oggi davanti al seggio nei pressi di Maidan (Indipendence Square) e ci dice che lui votera' ancora Juscenko: "anche se ha commesso degli errori, anche se ci ha illusi, io non smetto di credere nella democrazia."

Lo scontro sembra essere a due. A pranzo, di fronte a una ricca zuppa ucraina, lo scrittore Kurkov ha risposto alle nostre domande.
Diffida dei due maggiori candidati. Alla domanda qual e' il minore dei mali risponde inaspettatamente: Janukovich. Strano per uno che nei suoi libri ha paragonato gli ex sovietici a dei pinguini. (I pinguini non vanno in vacanza)
Una vittoria elettorale della Timoshenko secondo lui sarebbe un disastro economico. Janukovich e' invece piu' prevedibile. E non ha tendenze dittatoriali.
Le immagini di Julia con tanto di tigrotto bianco, lo slogan "Julia e' l'Ucraina, l'Ucraina e' Julia", le tendenze russofile che tutti i candidati stanno adottando spaventano un po' l'intellettuale.

Il dato piu' significativo e' la percentuale di affluenza alle urne: alle 15.00 era andato a votare solo il 44, 5% degli aventi diritto.

Sulla democrazia ucraina aleggiano le nebbie del dubbio, dei personalismi e...del gas russo.

continua...

2 commenti:

Clem ha detto...

Ho un amico con fidanzata Ucraina che dice che Lviv era tappezzata di manifesti elettorali... ha anche detto che però non sapendo l'ucraino non sapevi dove guardare, e, testuali parole:
"beh, considerato che io avevo scambiato il manifesto principale della Timoshenko per quello di una marca di abbigliamento..."

Gilla ha detto...

Giuro che in centro non ne ho visti....ma magari c'era anche una sorta di silenzio pre-elettorale...

"il corpo mediale di Yulia"
http://www.paolocosta.net/?p=186

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