Leggo lo storico israeliano Ilan Pappe, che afferma di come sia importante la costruzione di una storia "ponte" tra Israeliani e Palestinesi per poter anche solo immaginare una vera riconciliazione. Una Storia che rispetti l'altro, i suoi ricordi, il suo passato.
Penso al mantra alla base della costruzione dello stato di Israele: 'una terra senza popolo, per un popolo senza terra'. E penso che è strano che una terra senza popolo abbia dei reperti archeologici che testimoniano la presenza di città e villaggi.

Penso che siamo ben lontani dall costruzione di una 'storia comune' se il comune di Gerusalemme autorizza l'edificazione di un quartiere per vacanze in corrispondenza di un' antica, ma forse nemmeno cosi antica, cittadina palestinese, dove prima del 1948 abitavano 3,000 persone.
Penso che per fortuna c'è internet, che permette di tenere vive le tracce del passato e tentare, in extremis, di preservare il futuro.
E ancora una volta mi tornano alla mente le parole di Leonardo Sciascia, "A futura memoria (se la memoria ha un futuro)"
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