Ma ancora una volta ho messo insieme un paio di elementi. E li metto qui. L'unico posto dove potrà - forse- restarne traccia quando ci si accorgerà che con il cambio di governo senza elezioni in realtà l'Italia non ha fatto altro che cadere dalla padella alla brace.Dopo il "caso Giarda", Ministro per i rapporti con il parlamento, complice della creazione del debito pubblico negli anni peggiori, oggi mi sono soffermata su Corrado Passera. Oggi è ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti.
Il giorno stesso della sua nomina si è dimesso dai suoi incarichi nel gruppo Intesa Sanpaolo, di cui era stato nominato amministratore delegato nel 2002. Alla sua nomina erano legate questioni di conflitto di interessi, che oggi- 18 dicembre 2010- sembrano essersi risolte.
Ma a me continua a risuonare nella testa l'attacco dell'editoriale di Marco Travaglio che ho letto venerdì sul Fatto Quotidiano:
Intesa San Paolo, la prima banca italiana, ha appena versato al fisco 270 milioni di euro più interessi: a tanto ammontavano le imposte evaseBeh, non c'è che dire. In Italia vige la meritocrazia. E la cosa più importante resta sempre il buon esempio.
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