
Giorni di confusione e di certezze in disfacimento e ricostruzione. La settimana e' iniziata con il ricordo del mio viaggio solitario in Giordania, motivando l'acquisto di un oggetto piuttosto che un altro per il corso di Anthropology of Travel and Tourism.
E la settimana si conclude con un 'dibattito' tra amiche che non si conoscono. Una mail di facebook che ci porta a riflettere su chi sono le donne modello. Quelle che sono un'alternativa alla visione semplificata e stereotipata.
E cosi sui nostri profili fanno la loro comparsa parecchi bianco e neri.
Io metto Virginia Wolf. Tributo alla donna famosa che per prima ha accompagnato la mia infanzia.'Virginia, come Virginia Wolf. Allora vuoi fare la scrittrice da grande?'... un po'impegnativo per una bambina di 8 anni. Ma tant'e'.
Ma ce n'e' una che ricorre in certi profili. Quella che mi ha fatto scoprire la mia tanto citata variabile di Insciallah prima ancora di mettere piede in Palestina. La mia bella e contraddittoria Oriana.

"È come chiedermi se esiste la formula della Vita... Le risponderò dunque con una frase straordinaria che mi capitò di udire mentre guardavo con occhi distratti il brano d'un film. Straordinaria, sì. Così straordinaria che mi piacerebbe sapere se si trattava d'un famoso aforisma uscito dalla mente d'un grande filosofo oppure d'una semplice battuta uscita dalla penna d'uno sceneggiatore geniale. Eccola: "La vita non è un problema da risolvere. È un mistero da vivere". Lo è, caro amico, lo è. Credo che nessuno possa sostenere il contrario. Quindi la formula esiste. Sta in una parola. Una semplice parola che qui si pronuncia ad ogni pretesto, che non promette nulla, che spiega tutto, e che in ogni caso aiuta: Insciallah. Come Dio vuole, come a Dio piace, Insciallah"
Oriana Fallaci, Insciallah -1990
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