Settimana scorsa è uscito un lavoro di ricerca che ho fatto per Saturno sui primi dodici anni dei blog letterari. Qui mi permetto di mettere la stesura originale. Il concetto è lo stesso, ma la linea di ragionamento mi piace di più. Mi è piaciuto lavorarci, profumava di chiostro della Statale di Milano.
E nello stesso tempo, la limitatezza delle battute di un articolo mostra quanto siano necessari continui aggiornamenti, integrazioni, differenziazioni. E in questo solo internet può essere strumento di continuo aggiornamento. Nel seguente pezzo questi aggiornamenti sono stati segnalati così [*].
E internet permette anche una rappresentazione visiva del pezzo. Che sia uno spunto per vedere cosa succede in un frammento di blogosfera?
Dai
primi anni del 2000 i blog sono stati uno dei mezzi utilizzati da
scrittori e critici per dare vita alla "critica militante"
da anni teorizzata in ambito letterario. Qual è stata la loro
parabola in questi anni e come interagiscono con i regni del commento
veloce Facebook e Twitter?
Uno
strumento per orientarsi è il sito ebuzzing per
cui vale il principio del vecchio wikio:
i blog si iscrivono al sito e un algoritmo elabora le classifiche dei
più autorevoli. L'algoritmo tiene conto delle pagine viste da utenti
unici e dei link esterni, compresi quelli derivati da Facebook e
Twitter. Il fine è quello di creare un database per chi vuole
investire in pubblicità, ma di fatto diventa una bussola per i
naviganti.
Il
primo blogger fu Giulio Mozzi, scrittore e consulente di Einaudi
Stile Libero. Il 4 agosto del 2000 inaugurò il suo vibrisse.
Nonostante il blog non appaia nella classifica ebuzzing
Mozzi è tutt'ora molto seguito.
Ne è una prova il fatto che dichiari di ricevere ogni anno 900
dattiloscritti di aspiranti scrittori. Per diversi anni ha
partecipato al blog collettivo Nazione Indiana che,
con Carmilla,
rappresenta la storia dei blog letterari. Entrambi nati nel 2003,
ancora si difendono nelle classifiche e nella reputazione. Secondo i
dati di GoogleAdPlanner Nazione Indiana
ha 11.000 visitatori unici al mese e Carmilla
9.000.
Carmilla,
diretto dallo scrittore Valerio Evangelisti, si caratterizza per
essere chiuso ai commenti dei lettori. Non usa facebook e twitter è
solo una vetrina per condividere i propri contenuti. Spia
dell'atteggiamento sono i numeri del profilo: 3 following e 2.863
follower.
Nazione
Indiana ha pubblicato il suo
primo post nel marzo del 2003, quando della redazione facevano parte
scrittori militanti come Moresco e Scarpa. Fedele ai commentatori, il
blog ha vissuto anni di grande successo: alcuni post arrivavano a
totalizzare oltre il centinaio di commenti. Dopo un paio di anni la
redazione si divise in due, proprio sulla questione dei rapporti con
i lettori, spesso conflittuali. [*in un commento sul sito di Saturno è lo stesso Giulio Mozzi a ricordarmi di specificare che, in realtà, la questione dei commenti era una sotto-questione del più grande dibattito sulla "Restaurazione", sul futuro della cultura in Italia. Correva l'anno 2006]
I
fuoriusciti (Antonio Moresco e Tiziano Scarpa in primis) crearono il
sito Il Primo Amore,
che forse per la scarsa interattività negli anni è scivolato al
28° posto della classifica ebuzzing.
E' Scarpa stesso a spiegarci che i commenti e il sito non sono
centrali nel loro progetto: "E' una questione di forze: noi
abbiamo una rivista cartacea, organizziamo iniziative in carne e ossa
come Cammina,
Cammina,
il viaggio tra Milano e Napoli svoltosi nell'anno del centenario
dell'Unità d'Italia. Organizzare iniziative del genere richiede
tempo". [in una mail Tiziano Scarpa, oltre a esprimermi la sua critica rispetto all'utilizzo delle classifiche come criterio di ricerca e valutazione. E mi spiega che il sito ha perso punti in classifica a causa di un cambio di server e il rinnovamento del sito, che ovviamente condiziona il posizionamento*]
Nazione
Indiana invece negli anni si è trasformata in un progetto
dell'associazione culturale Mauta, tra i cui nomi spiccano Gianni
Biondillo, architetto giallista milanese, Helena Janeczek e Andrea
Inglese. Il glorioso tempo del dibattito sembra essere finito e ora
ci sono al massimo sei commenti per post. E nessuna attività
dialogica né su facebook né su twitter.
A
non avere alcun problema a interfacciarsi con i lettori sono Giap,la stanza dei bottoni di Wu Ming
e la giornalista Loredana Lipperini, con Lipperatura
ancora fedelmente ancorata alla piattaforma kataweb.
I
Wu Ming nell'aprile del 2010 hanno deciso di integrare su Giap
tutti i loro progetti web. Attivissimi su twitter con oltre 12.000
followers, hanno sul sito una media di 150 commenti per post.
Recentemente hanno avviato una nuova politica su twitter: lo usano,
ma tendono poi a spostare il dibattito sul blog, dove lo spazio
permette ragionamenti più articolati. Una politica simile a quella
di Loredana Lipperini, che inaugurò il suo blog il 25 novembre del
2004. E' stata lei a raccontarci alcune delle trasformazioni degli
ultimi anni, in particolare in relazione ai social network: "Li
vedo funzionare in sinergia. Twitter è fondamentale per tenersi
informati su quello che interessa, ma come sostengono i Wu Ming si
presta alla polemica. E' per questo che è importante tenere il filo
del discorso nei commenti".
Per
certi versi anche Satisfiction appartiene alla vecchia guardia
dei blog letterari. Il progetto di Gian Paolo Serino ha un buon
numero di lettori e 150 commenti in media per ogni post. Sebbene
Serino tenga a sottolineare la centralità del blog, ormai
Satisfiction si configura come un portale di più ampio
respiro, con tanto di magazine freepress distribuito in tutte le
Feltrinelli. Vince il premio creatività per i nomi delle rubriche,
bastino come esempio: L'Ombroso, "ritratti fisiognomici
dei protagonisti della cultura", Titani(c) che prende di
mira gli scrittori sopravvalutati o Letture a 45 giri, dove i
musicisti diventano critici letterari.
La
rivelazione è Finzioni,
nato nell'aprile del 2008. L'unico blog ad avere una sezione in
inglese. Ai vertici della classifica di ebuzzing, Finzioni,
è il progetto dei "non addetti ai lavori" come racconta
Jacopo Cirillo, 29 anni, uno dei fondatori: "Siamo
un progetto di lettura creativa, siamo e ci sentiamo tutti lettori ed
è ai lettori che vogliamo parlare". E per parlare usano tutti
gli strumenti a disposizione, soprattutto twitter su cui hanno oltre
10.000 followers. Sentendoli sembra di veder rivivere lo spirito dei
bloggers delle origini: "l’importante è che i lettori parlino
tra loro e abbiano luoghi e modi per farlo".

Nessun commento:
Posta un commento