EMMA BONINO UNA STACANOVISTA PER L'EUROPA
L'Opinione - 21 maggio 2006
di Virginia Fiume
Giacca verde brillante, pantaloni blu. Sorridente Emma Bonino campeggia di fianco al Presidente Napolitano nella foto del nuovo Governo Prodi. Non è stata una passeggiata arrivare fino a li. La Rosa nel pugno aveva proposto la Difesa. Senza se e senza ma, come riconoscimento per il valore politico della Rosa nella sfida elettorale, per dare un segnale forte nella battaglia per la nomina dei senatori, ma anche come riconoscimento al curriculum e all'esperienza della Bonino. La sfida era tra lei e Mastella, ricattatorio lui, con sulla testa il veto di Diliberto lei. E tra i due litiganti il terzo gode: Parisi Ministro della Difesa.
Anche il secondo gode, visto che Mastella ha ottenuto un prestigioso incarico come Ministro della Giustizia. E a Emma toccano le politiche comunitarie, e un portafoglio derivato dalla delega al commercio internazionale. Insomma, ad essere positivi un Ministero nuovo, il cui peso politico sarà tutto da inventare. Ma, si sa, la Bonino è abituata a inventarsi i ruoli. Come ha dichiarato in un'intervista a Repubblica: "Per me non è un battesimo istituzionale, per molti versi mi ricorda la designazione a commissario Ue. Quella era una delega politica fragile, poi e andata crescendo, l'ho costruita. Ora mi sento di nuovo in costruzione, a me tocca costruire, mi ci butterò con capacita e impegno: sono una stacanovista".
È evidente che il motivo per cui la Rosa nel Pugno non sta ottenendo i seggi per i suoi senatori è la nomea di bomba ad orologeria che si porta dietro. Sta di fatto che fin'ora la pattuglia radicale si muove con lealtà, anche se è stata diramata una piccola postilla: "confermiamo che contro i comportamenti omissivi o contro quelli attivamente volti a secondare interpretazioni opache ed illegali, ovunque si siano manifestati o si manifestino, ci batteremo con ogni mezzo, politico, giuridico e nonviolento, per sanare la ferita rappresentata dall'esclusione da Palazzo Madama di otto senatori regolarmente votati ed eletti dal popolo italiano".
Insomma. Atteggiamento leale nei confronti della coalizione, ma a patto di essere trattati con lealtà.
Nel frattempo la Bonino è già all'opera, tra giovedì e venerdì ha incontrato i suoi predecessori, La Malfa e Urso, per il passaggio di consegne. Non si scherza più. In bocca al lupo alla Bonino, e anche agli altri 5 ministri donne. Prodi non ha esattamente mantenuto la promessa delle pari opportunità. Ma l'importante è non arrendersi e sfruttare queste occasioni per far vedere quanto si può fare anche con poco.
In attesa di un'altra occasione.
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