
Oggi, anzi, in questi ultimi giorni dovrei scrivere tantissimo, e per me, in teoria non dovrebbe essere un problema. E invece lo è.
Non riesco a trovare l'ispirazione decisiva. Una volta ho definito questa cosa "scatto atletico di cuore e cervello". Ecco, cuore e cervello non scattano. Il problema è che senza questi non riesco a scrivere. Non riesco a dare spessore ai personaggi, restano aridi. Non riesco a dare quel valore aggiunto in più alla mia tesi. Non mi vengono idee di valore per gli articoli.
E mi dispiace.
Però sto ricominciando ad essere grondante di emozioni. Devo solo godermele tutte. Sia quelle belle che quelle brutte.
1 commento:
cara gilla, il pezzo s u fante mi ha fatto caragnare!! BRAVA!!!! per supplire alla tua crisi creativa, ti mando una mia lettera ad aldo grasso (sì, quello del corriere) che temo non verra mai pubblicata... Un forte abbraccio e una preghiera: CONTINUA!!
L'ANORMALITA' DI UN PAESE "TUTTO REGOLARE"
Caro Grasso,
rispondendo idealmente al SUO articolo sul Corrierone di oggi (“Capello, Lippi, Ancelotti: allenatori smemorati”) penso che oltre alla categoria del “non so”; “non c’ero” (ovvero, mi ero chiuso preventivamente nel cesso tappandomi le orecchie e canticchiando tra me “una spendida giornata” di Vasco: versione questa del popolare corollario “se c’ero, pisciavo” che è valsa gli encomi di Tullio Lanese, presidente dell’AIA, a Pietro Ingargiola, osservatore dello stesso organismo, durante il fattaccio paparestico); e, ancora, del “non mi ricordo” (ehh, la memoria partecipa dello stesso paradosso degli occhiali: se già non li tieni in groppa al naso, non li puoi trovare. Non da solo almeno…), vi sia una categoria altrettanto insidiosa: quelli che è… “tutto regolare”, frase appunto di arbitresca dizione (e sottolineo “-tresca”), declinabile anche nella meno professionalmente connotata versione del “tutto normale”, che pure tenta di farsi strada in questo pasticciaccio brutto di via Moggiana.
Ora, l’aspetto interessante di questo secondo atteggiamento (durera?) è che esso accomuna non solo persone appartenenti ad un’unica categoria professionale, ma è in qualche modo trasversale ai “furbetti del campetto” intercettati: non solo allenatori dunque, come Lippi: << Pressioni? Tutti telefonavano, anche io l’ho fatto tante volte… >> ;ma anche prestigiosi giornalisti come Giorgio Tosatti, in questi giorni letteralmente (e provvidenzialmente pare…) scomparso dai nostri schermi e dalle “loro” pagine sportive, certo impossibilitato da seri – ma, ci tiene a precisarlo lo stesso, << non gravi >>, col che si intende forse “non così urgenti” motivi di salute –, al cui rigurdo mi sovviene, affettuoso e, beninteso, del tutto eccentrico, il ricordo dell’infermeria scolastica affollata prima della versione di greco, tanti anni fa...
E così, dopo una prima, francamente penosa, micro-autodifesa dello stesso Cesarone Tosatti a seguito delle prime intecettazioni – in un articoletto sul Corriere che ricorda, anche graficamente, la partecipazione ad un necrologio, e il cui contenuto appunto vorrebbe rassicurare e scagionare appellandosi alla aurea regola nazionale del “tutto normale, tutto regolare, volevo solo aiutare” – altre intercettazioni dello stesso, e delle sue imbarazzanti liason moggesche, si sono succedute, di tenore, queste, più esplicito e con difficoltà “chiarificabile” ulteriormente tramite il ricorso, l’appello, ad una “prassi normale e diffusa” nel bel paese, calcistico e non…
Da oggi temo infine che si affilieranno a questa linea anche le “grandi cariche politico-istituzionali” intercettate all’epoca dei fatti… “Normale” cioè che Moggi si premuri presso il Ministro degli Interni Beppe Pisanu per la carriera di un pubblico ufficiale suo amico e “normale” che lo stesso Moggi riceva assicurazioni in tal senso da Ministro in questione; “Normale” che lo stesso ministro interceda presso Moggi per la sua (e di altri pare) amata Torres…
In questo marasma, vista cogli occhi del poi, e con l’ironia del dopo, anche l’intervista (tuttora presente sul sito del Ministero degli Interni) di Giorgio Tosatti (!) a Beppe Pisanu (!) può sembrare surrealmente “normale” nella sua domanda finale : << Ministro, la Federcalcio non dovrebbe punire con maggiore durezza chi semina odio e viene meno a elementari principi di lealtà? >> (nei passaggi precedenti aveva, con malcelato spirito giustizialista, affermato che in Inghilterra, << l’imputato è solo un individuo che ha infranto o no una legge, da noi è la vittima di infiniti disagi sociali, personali , psichici, affettivi eccetera, eccetera e poi le conseguenze nelle sentenze si vedono, o no? >>
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