
Tre anni fa le manifestazioni dei monaci birmani contro il regime dei generali avevano shockato tutto il mondo. Un coraggio e una determinazione che, quando le avevo riviste narrate in Burma VJ, mi avevano dato i brividi.
Già qualche mese dopo le manifestazioni il sipario del silenzio era calato. Nessuno indossava più il colore rosso-zafferrano usato come simbolo di solidarietà ai monaci e al popolo birmano oppresso.
In pochi mesi le immagini di orrore sono state dimenticate. Il cuore ha la memoria breve diceva qualcuno.

Adesso, tra meno di una settimana, si svolgeranno le "elezioni". Ed è arrivato il momento di vedere se anche i media hanno la memoria breve.
Leggo sul sito di Equilibri che "Il partito di opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia, ha deciso di boicottare le elezioni bollandole come “ingiuste e anti-democratiche”, e sta incitando i cittadini a disertare le urne. La stessa leader per la democrazia in Birmania, Aung San Suu Kyi dal carcere ha deciso che non voterà in questa tornata, pur figurando nelle liste elettorali."
E' un'iniziativa molto coraggiosa, che nel contesto del regime birmano potrebbe avere conseguenze anche tragiche e violente. I media aspetteranno i massacri per dedicare le prime pagine all'appello di questo popolo? O forse si possono coprire le elezioni già da adesso in modo da ridurre il dramma e il dolore?
Nessun commento:
Posta un commento