Arrivata a casa ripenso al libro che ho lasciato sul comodino della mia semicamera di Milano.
Uno di quei libri che dalle tastiere di alcuni scrittori inglesi- come Hornby e Coe- ti creano nella testa una colonna sonora. Infatti, facendo qualche ricerchina su internet, trovo proprio la soundtrack di "Un giorno" di David Nicholls. [il sito di promozione "Wuz" ha reso addirittura commercializzabile ogni singola traccia tratta dalle vite incrociate dei due protagonisti del romanzo, Emma e Dexter]
E stasera è una di quelle sere che il pop rock e qualche ricordo del libro fanno facilmente capolino nella testa. E penso che li invidio molto Hornby, Coe e Nicholls. Raccontano delle storie semplici, usando espedienti narrativi originali. E riescono sempre a tenermi attaccata a ogni singola pagina. Domandandomi quanto saranno capaci di andare a fondo nel raccontare l'ipocondria emotiva di quella che alcuni chiamerebbero middle-class inglese.
Non so se li si può definire grandi scrittori. Ma a me piace rilassarmi con le loro storie.
La mia parte bacchettona stava per chiudere con una frase spocchiosa sul genere: "sempre meglio che guardare la televisione".
Diciamo diverso. Da scriverci una frase sullo status di Facebook a volte.
(David Nicholls)ps. e intanto mi domando come mai nelle recensioni delle traduzioni italiane devono praticamente scrivere tutta la storia, senza lasciare il minimo spazio alla capacità/ voglia del lettore di ricostruire i giochi dell'autore)
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