
Capita facilmente di cadere nelle trappole della rete. Su internet la lettura diventa più superficiale, il tempo scorre in fretta e cliccando un 'mi piace' spesso ci illudiamo di avere capito tutto. In pochi si mettono a verificare accuratamente l'autenticità delle fonti.
Tre settimane fa c'ero cascata con un video. Un'intervista attribuita a Sir Galloway, ex ambasciatore inglese. Peccato che Galloway sia stato un MP (Membro del Parlamento inglese), ma non un ambasciatore.
Sputtanata nel momento in cui ho utilizzato la sua dichiarazione per argomentare un discorso, ho pensato a quante volte può succedere di cadere in questi 'tranelli semplificatori'.
E oggi mi stava succedendo di nuovo.
Una cara amica ha postato un testo in una nota di Facebook. Uno di quei testi da brividi.
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare." Elsa Morante
L'estratto era corredato da un appello.
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini.
Chi riceve la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla
Pur essendo impressionata da ogni riga del 1945, da come risuonava nell'attualità, ho pensato di verificare. Non che sia diventatata una pignola all'improvviso. Ma mi sembrava un testo troppo perfetto.
E allora ho trovato che qualcuno aveva già svelato l'arcano.
Già un anno fa lo stesso testo girava in rete e qualcuno ne aveva riesumato la versione integrale, più complessa e articolata.
In entrambi i casi si può fermarsi a pensare alla storia d'Italia, a come si ripete con dettagli della trama molto o poco diversi.
Ma l'analisi dei due testi mi ricorda di quando studiavo le traduzioni al liceo, la trasformazione dal latino al volgare.
Certo, forse come dicono alcuni di quelli che hanno svelato la corruzione del testo di Elsa Morante, chi ha fatto questa versione semplificata ha violentato la volontà dell'autrice.
Ma io credo anche che se questo testo gira in rete e permette a qualcuno di conoscere questa scrittrice italiana di cui magari ha a malapena sentito il nome, beh, non è una violenza. E' un buon punto di partenza. Per la storia e per la letteratura.
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