Nello sconforto trovo qualcuno che si poneva le mie stesse domande e si dava ben più solide risposte.
Nel 1946 Camus scriveva:
Oggi concentriamo le nostre riflessioni sul problema tedesco, che è secondario rispetto allo scontro tra imperi che ci minaccia. Ma se domani noi concepissimo soluzioni internazionali in funzione del problema-russo americano, rischieremmo un'altra volta di trovarci sorpassati. Lo scontro tra gli imperi è già sul punto di diventare secondario rispetto allo scontro tra le civiltà. Le civiltà coloniali, infatti, fanno sentire da ogni parte la propria voce. Tra dieci anni, tra cinquant'anni, sarà la preminenza della civiltà occidentale a essere messa in discussione. Tanto vale, perciò, pensarci subito e aprire il Parlamento mondiale a queste civiltà, perché la sua legge diventi davvero universale e universale sia l'ordine che essa sancisce.E ora, nel 2012, pure il ragionare in termini di scontro di civiltà sembra acqua passata.
Andrò avanti a leggere Camus, cercando di capire lo sviluppo del suo pensiero in senso libertario.
L'idea della "preminenza della civiltà occidentale" non mi convince, ma voglio vedere dove andrà a parare.

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