
Stasera una serie di coincidenze ha risvegliato la mia parte più femminista.
Serata al cinema Apollo a Piccadilly Circus. E' in scena il festival del cinema iraniano. Guardiamo tre cortometraggi. Uno di loro si chiama Rough Cut, di una giornalista e regista iraniana che scrive anche su Internazionale: Firouzeh Khosrovani. Parla dello strano destino dei manichini a Teheran. Di guardie della morale che vedono corpi femminili anche dove ci sono solo fili e delle mutilazioni che i commercianti devono fare per far sì che i manichini siano accettabili per la morale della Repubblica Islamica d'Iran.
E la mia parte femminista inizia ad arrampicarsi attraverso i fori neri che vengono lasciati da un apposito seghetto in corrispondenza di quello che era il seno di un manichino femminile.
Dopo un pomeriggio passato a leggere del femminismo nel mondo islamico e a interrogarmi su come colonizzatori e colonizzati si siano sempre sentiti autorizzati a combattere la loro battaglia sul corpo delle donne (Heideh Moghissi, Oriental sexuality: imagined and real" in Feminism and islamic fundamentalism- The limits of postmodern analysis, 1999)mi ritrovo a casa a guardare su facebook il video di Emma Bonino a Vieni via con me.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c49ec686-0637-489b-887f-62baebd353fa.html#p=0
E' proprio il corpo delle donne il filo conduttore del suo discorso.
# Chissà se esiste davvero una nipote di Mubarak. Esiste però una signora Mubarak in prima linea contro le mutilazioni genitali femminili. E la signora Clio Napolitano e molte first-lady dell'Africa e del mondo hanno firmato un appello per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Non lo sapevate? Ora lo sapete.
# Nel 1993 la signora Lorena Bobbit evirò suo marito con un coltello. Ci fu molto scalpore per una singola mutilazione genitale maschile. Ma le donne che hanno subito mutilazioni genitali sono nel mondo circa 130 milioni. Ogni anno, 3 milioni di bambine.
Ed è l'immagine di una montagna di clitoridi tagliati, per privare le donne del piacere, a ricordarmi un libro meraviglioso. E le emozioni che mi aveva dato una vita fa:
"Dico vagina perchè voglio che la gente reagisca"
Eve Ensler, I monologhi della vagina
E come ogni tanto mi capita, mi sento fortunata quando riesco a lasciare che quel frammento di femminismo si arrampichi attraverso buchi neri, passi attraverso occhi commossi, fino a sfociare in un fiume di parole veloci su una tastiera.
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