
Esce in Italia oggi The Social Network. E comincia il solito battage che osanna l'industria di Hollywood. In qualunque sua produzione e immagine.
The social network è la storia di come, quasi per gioco, dalla testa di un genio di Harvard sia nato Facebook. Un gioco che se da una parte è riuscito a coinvolgere milioni di persone, portandole a condividere le loro vite in rete, dall'altra ha lasciato- secondo la narrazione del film- parecchi danni nella vita del giovane Mark Zuckerberg. Certo parecchi soldi, tanti tanti, ma anche tanta solitudine. Una solitudine che nel film è resa dalle scene degli scontri legali che Zuckerberg si trova ad affrontare non solo con i due giganti sportivi che lo accusano di avergli rubato l'idea, ma anche con il suo migliore amico.
Ieri Paolo Mereghetti ha definito il film: "Una straordinaria lezione sul capitalismo americano", oggi Beppe Severgnini si riferisce ai protagonisti del film come "ragazzi felici e ricchi grazie a una bella idea".
Non voglio trattare qui di quanto sia facile o meno fare strada negli Stati Uniti per un giovane.
Ma voglio prendermi un secondo per pensare alla sensazione che avevo quando sono uscita dal cinema. Non era affatto felicità, nemmeno serenità. Non mi sono sentita invidiosa della felicità di un Mark Zuckerberg che "ce l'ha fatta, perchè vive nel paese delle opportunità".
Forse l'avrei pensato quando l'America rispecchiava il "grande sogno". Ma io alla fine del film ho pensato a un ragazzo geniale, ma capace di una grande stronzaggine.
Se la lezione di capitalismo che tanto entusiasma Mereghetti e Severgnini è quella della rappresentazione che di Zuckerberg viene fatta nel film, beh, io da quella lezione imparo che questo capitalismo rende infelici e soli.
E in questo non ci trovo niente di straordinario. A meno che i due non abbiano visto un altro film. E allora questa è un'altra storia.
2 commenti:
Ah! La Merica delle grandi opportunita'! Severgnini si nutre di quelle stesse categorie prefabbricate che smonti nel post successivo: e ovviamente la sua rubrica si intitola Italians, ma non per informarci di cosa parla ma per informarci della categoria applicata.
E ovviamente la sua rubrica e il suo format lo rendono uno dei nostri massimi esperti sul tema La Merica....
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